Roma, 19 lug. (Apcom) – “Il gioco degli indovinelli”: il titolo
dell’Independent riassume le critiche della stampa britannica,
che accusa il Ministero della Sanità di procedere a tentoni nella
gestione dell’epidemia causata dal virus A/H1N1, che in Gran
Bretagna – il Paese dell’Ue più colpito con il 66% dei decessi –
ha causato almeno 29 morti.
Le linee guida che verranno diffuse oggi dal National Health
Service consigliano alle donne incinta e ai genitori con bambini
piccoli di evitare i luoghi affollati e gli spostamenti sui mezzi
di trasporto pubblico per limitare le possibilità di contagio;
non è prevista invece la richiesta precauzionale di evitare le
gravidanze fino a che l’epidemia non sarà passata, come invece
chiesto dal National Childbirth Trust, accusato dall’ordine dei
medici di voler seminare il panico.
Gli aeroporti principali del Paese, compreso lo scalo londinese
di Heathrow, hanno tuttavia deciso di impedire l’imbarco ai
turisti britannici sospettati di essere affetti dal virus: in
caso di dubbi il personale ai banchi dei check-in di British
Airways e Virgin Atlantic potrà avvalersi della collaborazione di
personale medico specializzato.
Il diffondersi dell’epidemia ha di fatto bloccato in quarantena
numerosi turisti britannici all’estero e rischia di danneggiare
anche il turismo in patria, nonostante l’Oms non abbia diffuso
alcun travel warning nei Paesi più colpiti: ieri il Ministero del
Lavoro italiano ha diffuso una nota nella quale si consiglia di
fare attenzione prima di recarsi nel Regno Unito e di verificare
se esistono condizioni cliniche per le quali il virus potrebbe
diventare una complicanza pericolosa.
A essere però messa in discussione è la base scientifica delle
considerazioni statistiche fin qui svolte sulla virulenza
dell’epidemia: l’unica cosa di cui sono sicuri gli epidemiologi è
che – al momento, e in attesa delle possibili mutazioni specie
nel prossimo inverno – la pericolosità dell’A/H1N1 non è in
aumento.
Fino ad ora il tasso di mortalità globale accertato appare dello
0,5%, ma gli esperti indicano tre fattori che potrebbero mettere
in dubbio questo dato: innanzitutto, la sottostima causata dal
fatto che alcuni decessi non vengono riconosciuti come causati
dal virus, quando in realtà questo può aumentare temporaneamente
il rischio di patologie fatali come gli infarti.
In secondo luogo, con l’estendersi dell’epidemia il numero totale
dei casi può essere sottostimato, dato che i pazienti con i
sintomi più lievi potrebbero decidere di non rivolgersi ad un
medico, facendo crescere la percentuale dei casi più gravi.
Infine, il tempo trascorso fra l’infezione e la morte, che può
portare all’impressione sbagliata che il virus stia diventando
più virulento man mano che l’epidemia si allarga.
Con queste correzioni il tasso di mortalità in Gran Bretagna si
aggirerebbe attorno allo 0,24%, ma gli esperti raccomandano di
raccogliere ed analizzare i dati in base a protocolli ben più
precisi di quanto fatto finora, in modo da poter prevedere con
maggiore accuratezza l’evolversi dell’epidemia.
Intanto torneranno questa sera in Italia con le loro due
insegnanti i 25 studenti di 12-13 anni di Peschiera Borromeo che
erano in vacanza-studio in Gran Bretagna: alcuni sono stati
probabilmente colpiti dalla nuova influenza, ma si attende che in
Italia vengano effettuati gli accertamenti di rito.
Mgi
191454 lug 09
MAZ
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