Profughi ma non solo. Il loro “lavoro” era spacciare

Due ragazzi, originari del Gambia, sono stati fermato dalla Polizia di Stato

Richiedenti asilo, ma anche spacciatori: in manette due ventenni.

I due ragazzi, originari del Gambia, che dimorano in un centro di accoglienza in provincia, sono stati visti dagli agenti mentre vendevano una dose di marijuana ad una ragazza. La cessione di droga è avvenuta l’altro ieri sera in piazza Repubblica che, ancora una volta, si conferma principale cornice dello spaccio in città. I poliziotti hanno assistito allo scambio: la giovane ha preso la bustina con lo stupefacente e ha pagato con una banconota da 20 euro.

I due pusher sono stati bloccati e perquisiti: addosso avevano altro denaro considerato dagli inquirenti provento di spaccio. La perquisizione è stata estesa anche all’alloggio dei due ragazzi che, da qualche mese, non dimoravano più nella struttura di accoglienza alla quale erano stati destinati.

Anche nei loto alloggi sono stati trovati contanti, banconote di piccolo taglio, ritenuti dagli agenti provento di spaccio. L’arresto è stato convalidato ieri. I due giovani sono stati sottoposti all’obbligo di firma: il 29 marzo affronteranno il processo con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Nei confronti dei due il Questore di Varese ha emesso anche un figlio di via da Varese. Quello scoperto l’altro ieri dagli agenti della polizia

di Stato non è l’unico caso di richiedenti asilo bloccati mentre spacciavano. Sempre nella zona di piazza Repubblica. In realtà questo è il terzo caso in poco più di un mese: nelle precedenti occasioni erano finiti in manette due giovani ghanesi. Anche in quel caso si trattava di profughi, richiedenti asilo, trovati peró a vendere marijuana e hashish in piazza Repubblica. Gli episodi non aiutano in alcun modo la cultura dell’integrazione.

Purtroppo pochi giovani che cedono alla tentazione dei soldi facili danneggiano decine di persone in fuga da Paesi in guerra. Il fatto spinge anche ad un’altra riflessione. Come avviene il reclutamento di questi ragazzi? È evidente che da soli non potrebbero procurarsi la droga da vendere nè organizzarsi la clientela. Si tratta di ragazzi in Italia da pochi mesi e magari arrivati a Varese da poche settimane.

Chi li recluta? Chi li contatta e soprattutto come?

Lo spaccio di piazza Repubblica e dintorni, tra l’altro, è generalmente “gestito” da nordafricani. Marocchini, tunisini, qualche pakistano e qualche sudamericano, stando agli esiti delle numerose operazioni svolte dalle forze di polizia. Non c’è, tra i “padroni” della piazza e le nuove “giovani leve”, nemmeno una vicinanza tra connazionali, come spesso accade. Quindi resta da capire come avvengono i contatti. Chi mette in contatto i giovani profughi con i veterani dello spaccio?

Che, è lecito supporre, sono quelli che forniscono le dosi da vendere alle “facce nuove”, volti non ancora noti alle forze di polizia diversamente per quanto accade agli abituali professionisti dello spaccio. L’attenzione verso la zona e il fenomeno è massima. Lo dimostra la costante presenza di polizia, carabinieri e vigili urbani. E lo confermano i numerosi arresti per spaccio che settimanalmente vengono eseguiti nella zona.