Mettersi in coda è un lavoro E dopo Milano ci prova Varese

Mettersi in coda è un lavoro
E dopo Milano ci prova Varese

«Stanchi di fare la coda agli sportelli? Noi la facciamo “Al posto tuo” ». Questo il concetto che si cela dietro una nuova professione: quella del codista, professionista della pazienza. 

Mettersi in coda agli sportelli della posta, della banca, degli uffici pubblici o capire come muoversi nel marasma delle pratiche burocratiche è diventato l’incubo di molti cittadini, ma quello di offrirsi per fare la coda al posto di altri è già diventato un mestiere.

Così, prendendo spunto dall’idea di uno dei tanti disoccupati d’Italia,  l’associazione artistica e culturale “Ellegiarte” propone ai varesini questo servizio utile ed economico.

«Se non hai tempo e soprattutto voglia di fare la coda in posta, in banca, in farmacia, al supermercato, e in tutti gli sportelli da “incubo” – spiega- puoi rivolgerti a noi e per soli dieci euro all’ora faremo le tue commissioni». In realtà, il pioniere di questa geniale professione è , 42 anni salernitano residente a Milano , che dopo aver perso il lavoro si è inventato un nuovo mestiere. La sua storia è stata raccontata non solo da molte delle testate giornalistiche nazionali, ma anche da Financial Times, Le Monde e Bbc. Scafaro, quando l’azienda per la quale lavorava si è trasferita all’estero, si è trovato alle prese con la ricerca di un nuovo post di lavoro.

«Dopo 12 anni di esperienza come responsabile della comunicazione e del marketing per questa azienda – racconta – pensavo che non avrei avuto grosse difficoltà a trovarmi un posto di lavoro. Invece, il tempo passava e nessuno rispondeva alle mie candidature». Così, il primo “codista” d’Italia ha pensato che era arrivato il momento di inventarsi un mestiere. «Ero in coda per pagare un bollettino e  ho notato che molte delle persone erano irritate dall’attesa. Mi si è accesa una lampadina e ho capito che far la coda per gli altri poteva diventare un lavoro».

Valeria Deste

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