Se Poste italiane assicura che la situazione sta rientrando alla normalità e alcuni sindaci danno conferma di ciò, non si placano tuttavia le polemiche tra i cittadini, che soprattutto su Facebook non trattengono la loro rabbia e frustrazione.
Tra i gruppi pubblici dei comuni si rincorrono le voci di chi accusa ritardi e disservizi, anche ai danni di genitori e parenti anziani.
Ci sono molte persone a cui le bollette arrivano con mesi e mesi di ritardo, con conseguenti more, se non disagi ben peggiori, come la sospensione temporanea delle utenze. «Ci hanno ridotto la luce perché non ci è arrivata una bolletta – racconta Roberta, residente a Sangiano – ma saranno circa 9 mesi che la posta, se viene recapitata, arriva con mesi di ritardo». Lo stesso discorso proviene da più parti, in provincia. «So bene che la colpa non è del postino – aggiunge Roberta – I giorni alterni andrebbero pure bene, se davvero ci venisse garantita la consegna bisettimanale, cosa che però non succede».
A queste voce si aggiunge anche quella del segretario provinciale della Cisl dei Laghi, Onofrio Palella, il quale ritiene che la situazione sia un po’ diversa rispetto a quella descritta da Poste Italiane. «La politica dei giorni alterni e la non adeguata taratura della distribuzione rendono impossibile, combinate insieme, garantire la consegna ogni due giorni. Come sindacato chiediamo la rivisitazione dei parametri con cui è stato ridisegnato il piano di lavoro dei portalettere, costretti a coprire zone troppo vaste per le loro reali possibilità, e un ulteriore giro di assunzioni a tempo determinato di postini».
Palella ci tiene però anche a precisare che ormai Poste Italiane non ha più l’esclusiva sulla corrispondenza, quindi non è l’unica responsabile dei disguidi con le spedizioni. «Il problema comunque rimane – spiega ancora il segretario – e riguarda principalmente l’organizzazione del lavoro. Che la situazione stia migliorando non deve far illudere nessuno, perché il recapito è un lavoro fluttuante, va ad ondate. Bisogna fare i conti con il fatto che l’azienda ha tagliato gli applicati nel settore del 30%. Si tratta di una riduzione troppo grossa: al prossimo picco sarà di nuovo il caos».













