«Visto? Anche Squinzi ci dà ragione» Per le imprese la Svizzera batte Varese

«Visto? Anche Squinzi ci dà ragione»
Per le imprese la Svizzera batte Varese

Se anche il presidente di Confindustria pensa a “traslocare” in Canton Ticino… «Potrei impiantare il mio quartier generale oltre frontiera». Parola di . Come uno dei tanti piccoli e medi imprenditori varesini che qualche mese fa si sono presentati a Chiasso per scoprire i vantaggi della delocalizzazione nella vicina Svizzera.

Ma gli imprenditori si dividono: per (Confapi) «ben venga la provocazione, perché la burocrazia a volte è più problematica della tassazione», per (Confartigianato) «un presidente degli Industriali poteva evitare un’uscita del genere».

Al forum di Confcommercio di Cernobbio, di fronte al ministro dell’economiae al governatore della Lombardia , il patron della Mapei Giorgio Squinzi ha messo sul tavolo il suo “carico”.

«Se mi fanno aspettare quattro-cinque anni per avere i permessi per costruire il nuovo quartier generale a Milano, potrei accarezzare l’idea di spostarlo in Canton Ticino, dove mi fanno delle offerte». Un altro varesino che occupa un incarico analogo a quello di Squinzi, il presidente di Confartigianato Imprese Giorgio Merletti, una frase come quella non l’avrebbe pronunciata: «È un’esagerazione, che un presidente di un’associazione di rappresentanza poteva evitare. Anche perché ci sono già tante grandi industrie in Italia che frequentano non tanto la Svizzera ma altri Paesi europei, come l’Olanda, il Lussemburgo e il Regno Unito, dove trovano condizioni fiscali molto favorevoli».

Oltretutto, la ragione per cui Squinzi “minaccia” di spostare la sua azienda in Svizzera, «è diversa – per Merletti – da quella che ci portò a confrontarci con e con il ministro Zanonato a Malpensafiere. La soluzione? È nell’armonizzazione dei regimi fiscali, di cui si stava occupando Padoan all’Ocse».

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