«Mi ha preso per un orecchio» Ex questore nel mirino del tifoso

«Mi ha preso per un orecchio»
Ex questore nel mirino del tifoso

«Ferretti era fermo, lontano dal Cardona. È stato quest’ultimo ad avvicinarsi e a porre in essere una prima condotta violenta».

Scontro tra l’ex questore di Varese e il giovane tifoso dell’Ascoli: depositate le motivazioni della sentenza. O meglio della prima sentenza di un caso duplice: perché dai fatti di quel 22 aprile 2011, che vide il Varese pareggiare in casa 1-1 con l’Ascoli, sono scaturite due diverse denunce.

La prima: quella di Cardona nei confronti del tifoso Ferretti accusato di avergli sferrato un pugno al basso ventre al termine della partita. Ferretti era accusato di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il pubblico ministero d’udienza lo scorso 7 febbraio aveva chiesto una condanna a sette mesi per il giovane ascolano. Il giudice aveva invece assolto il ragazzo dall’accusa di resistenza riformando il capo di imputazione relativo al pugno. Da lesioni in eccesso di legittima difesa.

Secondo il giudice, Ferretti era stato aggredito in prima istanza dall’ex questore e aveva reagito. «La prova – scrive il giudice nelle motivazioni della sentenza che ha visto la condanna di Ferretti al pagamento di una sanzione di 200 euro – è nei filmati relativi al fatto». Filmati che mostrano Cardona avvicinarsi “senza motivo” a Ferretti e sempre «senza motivo afferrarlo per un orecchio», dice il giudice.

Il tifoso afferrato come uno scolaretto a quel punto commette il reato: il giudice rileva gli estremi per la legittima difesa «vi fu un’aggressione ai suoi danni», ma la reazione di Ferretti è eccessiva. «Invece di rivolgersi alle forze dell’ordine presenti e ben riconoscibili il Ferretti sferra il pugno».

Le parole del giudice estensore sono importanti per la seconda denuncia: quella sporta da Ferretti nei confronti dell’ex questore per l’aggressione subita. Il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione della querela, ma il gip si è dapprima riservato, decidendo poi di respingere la richiesta del pm ordinando alla procura nuove indagini sull’accaduto.

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