«Sembra quasi una testimonianza a orologeria. Quasi temporizzata. In ogni caso arriverà in aula e i giudici ne verificheranno l’attendibilità».
, difensore di uno dei due carabinieri indagati per la morte di , solleva la domanda in merito alla testimonianza di , la Oss dell’ospedale di Circolo che ha dichiarato di aver sentito Uva, quando arrivò al pronto soccorso all’alba di quel 14 giugno 2008, dire «bastardi mi avete picchiato».
E di aver visto Uva entrare con “gente in divisa” nel bagno del Traige del pronto soccorso. All’uscita Uva, calmo, avrebbe detto: «Mi avete picchiato ancora».
E sulla base di questa testimonianza il procuratore facente funzione ha esteso il capo di imputazione a carico dei due carabinieri e dei sei poliziotti indagati a una seconda presunta aggressione a Uva avvenuta in ospedale. La domanda, che tutti si sono posti, è: perché Russo si è fatta avanti a distanza di sei anni rivolgendosi alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”. «Appunto – sottolinea Schembri – Perché?». Interrogativo che lo stesso Isnardi ha rivolto alla testimone il 15 aprile, quando Russo è stata ascoltata dall’autorità giudiziaria. La donna ha precisato di aver già raccontato la vicenda a , fratello di Giuseppe, due anni prima. Quando Uva si recò all’ospedale di Circolo per essere sottoposto a delle cure. «Perché – chiede Schemri – due anni fa Uva non ritenne necessario segnalare la disponibilità della testimone ad essere ascoltata?».
A verbale la teste conferma di aver detto a Nicola Uva di essere pronta a raccontare ogni cosa. E aggiunge: «Nessuno mi ha mai chiamata a testimoniare».
«Due anni fa – aggiunge Schembri – le parti civili non erano compatte come oggi. I genitori e il fratello di Giuseppe sostenevano l’ipotesi della procura che si fosse trattato di errore medico. Soltanto da alcuni mesi il fronte delle parti civili si è ricompattato. Comprensibile, ovviamente, di fronte alla morte di un familiare al centro di una vicenda giudiziaria tanto complessa. Resta però da capire perché questa testimonianza sia arrivata in modo così tardivo».
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