Papa: Preghiamo per malati gravi che dipendono da cure altrui

Papa: Preghiamo per malati gravi che dipendono da cure altrui


Città del Vaticano, 8 feb. (Apcom)
– Il Papa invita i fedeli,
all’Angelus, a pregare “per tutti i malati, specialmente per
quelli più gravi, che non possono in alcun modo provvedere a se
stessi, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui”.

Rivolgendosi alle migliaia di fedeli e pellegrini presenti in
piazza San Pietro, Benedetto XVI non ha citato esplicitamente il
caso di Eluana Englaro, ma ha toccato il tema della malattia in
riferimento alla Giornata mondiale del malato che si celebrà il
prossimo mecoledì 11 febbraio e al Vangelo odierno, dove Gesù
“guarisce molti malati”.

“L’esperienza della guarigione dei malati ha occupato buona parte della missione pubblica di Cristo e ci invita ancora una volta a riflettere sul senso e sul valore della malattia in ogni situazione in cui l’essere umano possa trovarsi”, ha detto Papa Ratzinger affacciato dalla finestra del suo studio nel palazzo apostolico. “Nonostante che la malattia faccia parte dell’esperienza umana – ha proseguito – ad essa non riusciamo

ad abituarci, non solo perché a volte diventa veramente pesante e grave, ma essenzialmente perché siamo fatti per la vita. Giustamente il nostro istinto interiore ci fa pensare a Dio come pienezza di vita, anzi come vita eterna e perfetta. Quando siamo provati dal male e le nostre preghiere sembrano risultare vane, sorge allora in noi il dubbio ed angosciati ci domandiamo: qual è la volontà di Dio?”.

A questo interrogativo si trova risposta, secondo il Papa, “nel
Vangelo”. “Ad esempio – ha detto il Papa – nel brano odierno
leggiamo che ‘Gesù guarì molti che erano affetti da varie
malattie e scacciò molti demoni’. In un altro passo di san
Matteo, si dice che ‘Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando
nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo
ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo’. Gesù – ha
proseguito Ratzinger – non lascia dubbi: Dio, del quale lui
stesso ci ha rivelato il volto, è il Dio della vita, che ci
libera da ogni male”. L’opera di Gesù, ha proseguito il Papa, “si
prolunga nella missione della Chiesa”, che “risana e conforta
innumerevoli malati attraverso le tante attività di assistenza
sanitaria che le comunità cristiane promuovono con carità
fraterna”.

“E’ vero: quanti cristiani, sacerdoti, religiosi e laici, hanno
prestato e continuano a prestare in ogni parte del mondo le loro
mani, i loro occhi e i loro cuori a Cristo, vero medico dei corpi
e delle anime!”, ha proseguito il Papa, per concludere:
“Preghiamo per tutti i malati, specialmente per quelli più gravi,
che non possono in alcun modo provvedere a se stessi, ma sono
totalmente dipendenti dalle cure altrui: possa ciascuno di loro
sperimentare, nella sollecitudine di chi gli è accanto, la
potenza dell’amore di Dio e la ricchezza della sua grazia che
salva”.

Ska

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