La vita a Varese non merita classifiche

La vita a Varese non merita classifiche
«Per il Sole24Ore è quarantaseiesima e per Italia Oggi è trentesima». L’editoriale del direttore Andrea Confalonieri

«Classifica della qualità della vita nelle province italiane: Milano è seconda (Sole 24 Ore), anzi no, è quarantanovesima (Italia Oggi) o forse ottava (corriere.it). L’importante è avere le idee chiare. Cin cin»: il post su Facebook di Roberto Maroni è geniale. Prendiamo Varese e, maronianamente, andiamo a posizionarla in classifica: per il Sole è quarantaseiesima (in risalita di dieci posizioni), e per Italia Oggi è trentesima (ma, ohibò, in discesa di sei gradini rispetto a un anno fa). Salendo e scendendo dalle classifiche, incrociando i parametri (i giornali) e shakerando il tutto, il risultato è questo: conta la vita di tutti i giorni, che quasi sempre non è racchiudibile in una cifra, soprattutto se quest’ultima dovrebbe contenere la

vita di 850mila abitanti. Tagliamo con l’accetta studiosi e scienziati della qualità della vita altrui? Forse, esattamente come fanno loro con noi posizionandoci, per esempio, all’ottantunesimo posto nella classifica dell’ordine pubblico (Como, che è a un tiro di schioppo, è quarantottesima: evidentemente il Lario purifica le anime mentre il nostro lago le sporca). Un alto ex responsabile delle forze dell’ordine del Varesotto, di fronte a chi spacciava la nostra provincia per insicura e spaventosa, abboccando a un minuscolo numerino stampato su un giornale per spararlo nei titoloni, ha esclamato: «Rispetto a Milano, dove lavoravo, qui non succede niente». Se poi trovate qualcuno che da Varese vuole trasferirsi seduta stante nel gelo Pordenone (sul podio di Italia Oggi), fatecelo conoscere.

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