Roma, 24 lug. (Apcom) – L’Antitrust ha avviato un`istruttoria per verificare se la Lega Calcio, nel predisporre i pacchetti di diritti Tv di serie A per le stagioni sportive 2010-2011 e 2011-2012, abbia abusato della sua posizione dominante nella commercializzazione in via centralizzata dei diritti stessi.
Secondo l`Autorità le modalità di formazione dei `pacchetti`
scelte dalla Lega Calcio potrebbero risultare in contrasto con i
principi posti a tutela della concorrenza: i `pacchetti`, così
come formati, appaiono ritagliati `su misura` dei principali
operatori di pay tv, con l`effetto “di non garantire lo
svolgimento di una procedura effettivamente competitiva e di
ostacolare l`ingresso e la crescita di altri soggetti”, afferma
l’Antitrust.
In particolare la Lega Calcio “sembrerebbe aver preferito determinare le condizioni per una minore competizione tra gli operatori della pay tv nello sfruttamento dei diritti, per assicurarsi gli introiti attesi, limitando l`incertezza legata al risultato della gara. Il minore grado di concorrenza tra gli operatori della pay tv che ne potrebbe derivare può evidentemente avere effetti negativi sui consumatori, che potrebbero dover pagare prezzi più alti a fronte di una inferiore varietà e qualità dell`offerta”.
Il potenziale effetto distorsivo della concorrenza derivante dalle modalità di formazione dei pacchetti prescelte era peraltro – si sottolinea in una nota – già stato evidenziato dall`Autorità nel provvedimento di approvazione delle linee guida adottato il 1° luglio 2009, con il quale chiedeva alla Lega la definizione di più pacchetti nell`ambito di ciascuna piattaforma, proprio per promuovere la massima partecipazione possibile alle procedure competitive e l`ingresso di nuovi operatori, nonché lo sviluppo di una concorrenza infra-piattaforma.
Secondo l`Antitrust i pacchetti definiti dalla Lega Calcio “non
risultano inoltre adeguati a garantire condizioni di assoluta
equità, trasparenza e non discriminazione ai partecipanti alle
procedure competitive e a consentire una partecipazione alle
stesse da parte di una pluralità di operatori delle diverse
piattaforme, come invece richiesto dalla normativa vigente”.
Red/Eco
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