Emergenza profughi, mancano più di 200 posti per gli stranieri già presenti in provincia, e molti di più in previsione dei nuovi arrivi. E il prefetto annuncia: «A breve nuovo bando per l’accoglienza. Lo stiamo già predisponendo». E aggiunge: «Abbiamo già preso contatti con associazioni che operano nel settore dell’accoglienza». Associazioni assolutamente private. «Dagli enti locali – aggiunge il prefetto di Varese – nessuna collaborazione e nessun auto salvo rarissime eccezioni».
Per inquadrare la situazione servono un paio di numeri: in questo momento sono 1.165 i richiedenti asilo accolti in provincia, distribuiti tra tutte le varie strutture. Ma su una quota prevista per il 2016 di 18mila presenze in Lombardia, la nostra provincia dovrebbe avere una capacità di accoglienza di 1.550 posti. È questa la cifra che è stata inserita nel bando di gara per l’accoglienza 2016, recentemente rinnovato dalla Prefettura. Il problema è che dal bando appena chiuso è arrivata una disponibilità di 900 posti. Allarme rosso, dunque. E se da un lato l’ordine della Lega Nord ai propri sindaci è chiarissimo: nessuna amministrazione metta strutture a disposizione, dall’altro sale la preoccupazione dei cittadini. Questi oltre 200 potenziali profughi che fine faranno? «Certo non saranno lasciati per strada – spiega Zanzi – questo è un rischio che non esiste». C’è anche chi già grida al “clandestino” in libertà. «Chiariamo un punto – spiega il prefetto – queste persone non sono clandestini. In qualità di richiedenti asilo sono in possesso di un regolare permesso di soggiorno che consente loro di restare in Italia in modo regolare sino a quando il vaglio della loro richiesta d’asilo non sarà completato”.
Dove reperire i posti? «Ci stiamo lavorando – spiega Zanzi – Ribadisco che queste persone non saranno lasciate per strada. I contatti con le associazioni sono continui e un nuovo bando sarà a breve pronto. Non possiamo del resto dire “In provincia di Varese non abbiamo posti non possiamo accoglierli”. È una risposta non contemplata dal Governo». Il punto è non avere informazioni: «Nessuno può sapere quante persone arriveranno o quando. Si lavora in emergenza costante, un’emergenza reale». Resta il punto di dover trovare almeno altri 200 posti. Punto che dovrebbe venire risolto a breve. Ma in caso di nuovi arrivi? «Li affronteremo – conclude Zanzi – Al massimo chiederò la solidarietà di qualche collega di altre province…».













