Complice un’influenza che mai come quest’anno gioca in anticipo, la pressione sul Pronto soccorso non accenna a diminuire. Anche ieri il reparto di emergenza del Circolo ha registrato circa 200 accessi per lo più dai persone anziane con complicazioni e scompensi cardiaci o respiratori. I ricoveri di elezione (programmati e rinviabili) rimarranno bloccati anche per tutta la giornata di oggi.
La speranza è quella di riuscire ad avere una tregua almeno a cavallo del Capodanno «perché per il resto non mi faccio illusioni – commenta il primario Saverio Chiaravalle – la prima settimana di gennaio sarà di fuoco».
Gli ingredienti ci sono tutti: dal periodo di ferie ai forti sbalzi di temperatura e, soprattutto, un’influenza che raddoppia i contagi ogni settimana.
Se la scorsa settimana si è chiusa con un’incidenza di contagi pari al 4,5 per mille, «l’ultima di dicembre dovrebbe chiudersi con 8 nuovi contagi ogni mille abitanti», ipotizza Aurelio Sessa, medico sentinella della città di Varese. Tradotto significa mezzo milione di nuovi casi di influenza a livello nazionale e oltre 6mila a livello provinciale.
E non siamo ancora neppure vicini al picco, atteso tra la seconda e la terza settimana di gennaio, e comunque dopo la riapertura delle scuole, rinomati terreni fertili per nuovi contagi.
«Quest’anno l’influenza è in anticipo di almeno tre settimane – spiega l’esperto – La curva cresce velocemente. I dati dell’ultima settimana saranno ufficiali solo tra qualche giorno, ma per quella che è la mia esperienza, mi aspettoun nuovo raddoppio dei casi, che già settimana scorsa erano raddoppiati rispetto alla settimana precedente».
Tantissimi i pazienti colpiti dal virus che si presentano in queste ore in ospedale, negli ambulatori medici o che richiedono visite domiciliari: «Fisicamente, su questi numeri, non possiamo visitare tutti», spiega Sessa che invita a mantenere la calma e all’automedicazione responsabile.
«Nel 99% dei casi l’influenza guarisce nel giro di quattro giorni – spiega – Per aiutare il decorso sono sufficienti tre giorni di somministrazioni piene di farmaci sintomatici come paracetamolo o ibuprofene». Farmaci acquistabili senza prescrizione medica ed efficaci contro la febbre (che in mezza giornata raggiunge e supera i 38,5°), e i dolori diffusi. Due sintomi che, uniti a una difficoltà respiratoria, indicano la presenza dell’influenza.
«Il medico va contattato solo in caso di complicazioni o quando non si notano miglioramenti dopo il terzo giorno».
La popolazione anziana, per effetto della campagna vaccinale, è la meno colpita, (solo il 2 per mille ora, contro il 15 per mille dei bambini). Ma gli anziani sono anche quelli che più facilmente sviluppano complicazioni. Da qui i forti accessi in pronto soccorso.
«Di solito durante le feste natalizie registriamo diverse gastroenteriti, che non mancano, ma sono scompensi cardiovascolari e respiratori conseguenti alle sindromi influenzali e parainfluenzali a riempire il ps», conferma il primario.
Al Circolo terzo giorno di fila ieri con oltre 200 accessi al giorno: la barelliera di emergenza è sempre piena, ma almeno i corridoi erano più liberi: «Siamo sempre al livello 3 del Piano di gestione del sovraffollamento – dichiarava ieri sera Chiaravalle, confermando il blocco dei ricoveri – Per prevenire disagi è fondamentale non bypassare il medico di base che, anche se in ferie, ha certamente un sostituto cui rivolgersi».













