«Questa donazione è stata ideata pensando a mio padre e a tutti quegli umili e silenziosi artisti delle nostre valli, così spesso ignorati dagli uomini e dalla loro terra, certo che l’ospedale Filippo Del Ponte, unico nell’interpretazione nuova di esigenze mediche e psicologiche per mamma e bambino, renda la degenza non solo cura, ma anche cultura».
È con queste parole che lo scultore varesino , motivò la sua ultima volontà di donare alla fondazione “Il Ponte del Sorriso Onlus” trenta opere della sua collezione privata affinché venissero esposte all’interno del nuovo polo materno-infantile.
«Una donazione di inestimabile valore artistico e culturale che andrà a costituire un vero e proprio museo visibile a migliaia di persone al giorno – spiega , direttore generale dell’azienda ospedaliera di Circolo – La medicina é un’arte che cura». L’azienda ospedaliera, insieme alla fondazione, all’architetto progettista del nuovo polo materno infantile e ad altri esperti d’arte del settore, sta studiando un percorso ad hoc dove queste opere verranno esposte e potranno essere visibili all’enorme flusso quotidiano di pazienti, parenti e visitatori del Del Ponte.
«Pablo Picasso, quando parlava della propria pittura, era solito dire: “Ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino” – commenta la presidente della fondazione Il Ponte del Sorriso, – I bambini sono forse le persone più vicine ad accogliere il messaggio dell’arte, perché la loro apertura mentale è maggiore di quella di un adulto. Attraverso il lavoro creativo e l’utilizzo di materiali diversi il bambino, come uno scienziato, sperimenta e scopre soluzioni». Ma l’esposizione delle trenta sculture d’autore non stimola solo per i piccoli pazienti del Del Ponte, rendendo loro la permanenza in ospedale un pochino più piacevole e familiare.
«Coniugare ricerca e salute con l’arte – spiega, capo dipartimento polo materno infantile – fa bene a chi ne usufruisce, ma anche a noi che aiutiamo loro a curarsi. È un mutuo scambio, in un ambito molto sensibile».
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