Oggi iniziano i saldi. Ma le promozioni, in molti negozi, sono già in atto da giorni. Vengono diramate attraverso sms e sono rivolte specialmente ai clienti che hanno la tessera fedeltà. Da una parte c’è chi ritiene che il settore vada liberalizzato, consentendo agli imprenditori di effettuare svendite quando lo ritengono opportuno. Dall’altra, c’è chi si appella al rispetto del regolamento
Regionale, che in Lombardia non ammette sconti in nessuna forma nei 30 giorni che precedono i saldi (e comunque dal 25 novembre in poi). Due posizioni divergenti, in cui alla fine vincono le grandi catene, che hanno la forza di sostenere campagne di marketing, di invogliare i clienti ad acquistare prima del via ufficiale ai saldi e di pagare eventuali sanzioni.
In più, ci si mette di mezzo il meteo, perché i saldi di gennaio, da un po’ di anni a questa parte, complici le temperature alte che si registrano a dicembre (15 gradi quest’anno), coincidono più con l’inizio della stagione che con la fine. «Di fatto, inizia a fare freddo quando partono i saldi, il che è assurdo – afferma Rosita De Fino, direttore di Confesercenti Varese – Per verificare altre ipotesi abbiamo costituito un coordinamento regionale, le nostre proposte saranno discusse in Regione. Non esiste che un negoziante acquisti la merce per metterla in saldo. I soldi che circolano sono pochi e, così facendo, si entra in crisi e muoiono le imprese».
«Per la questione dei saldi c’è un grosso problema che riguarda le liberalizzazione. La legge regionale potrebbe funzionare con piccoli accorgimenti tesi a migliorare la vita delle imprese – continua De Fino – Il problema è il controllo, che deve essere più capillare. Per chiarire: la legge regionale non dice che, con la scusa della fidelity card, si possano fare sconti tutto l’anno. Inoltre, ci siamo accorti che ci sono negozi che avvertono i clienti degli sconti quando varcano la porta dei negozi, senza renderli manifesti. Servono più controlli per contrastare queste irregolarità».
Controlli che ci sono, tanto è vero che nella mattinata di ieri la polizia locale di Varese ha fatto un verbale a un negozio per “saldo anticipato” (le multe possono arrivare fino a 3 mila euro).
«I saldi partono sempre troppo presto: per avvantaggiare lo shopping di Natale dovrebbero iniziare il primo di febbraio, non prima. Lo ripetiamo tutti gli anni e nessuno fa niente – afferma Graziella Roncati Pomi, vice presidente vicario di Aime – A livello nazionale, in qualche Regione, i saldi sono partiti il 2 gennaio. Idem in Svizzera: a mio parere questa fame di vendita sta uccidendo il commercio».
Ma, secondo Roncati Pomi, è inutile scandalizzarsi nei confronti di chi attiva promozioni prima dell’inizio dei saldi, perché non si può pretendere che i negozianti trascorrano settimane «a grattarsi la pancia»: «Riguardo alla promozione prima dei saldi, è giusto che ogni imprenditore decida per la sua impresa. Perché lo deve decidere la Regione o il Governo? Sarebbe più corretto che ogni imprenditore fosse libero di fare quello che reputa più vantaggioso – precisa la Roncati – La liberalizzazione porterebbe anche a un “aggiustamento” dei prezzi. Ci sono negozianti che caricano molto i prezzi all’origine per avere un buon margine di guadagno anche durante i saldi. Se si potesse uscire da questo meccanismo, forse, non ci sarebbe neanche più bisogno di fare gli sconti».
«O si liberalizza del tutto, o la legge va fatta rispettare. Ma ormai il mondo del commercio è una giungla – conclude Paolo Ambrosetti della Valigeria Ambrosetti – Con la liberalizzazione, solo i più bravi rimarrebbero aperti. Ma il rischio sarebbe quello di veder trionfare i più forti, quindi le grandi catene. Se in Italia ci sono le regole è per tutelare i piccoli negozi che, rispetto all’estero, sono ancora numerosi».













