Bronchiti e infezioni. Picco di accessi al Del Ponte

Al Pronto Soccorso pediatrico 60 ricoveri in un solo giorno: «Capita spesso durante le feste»

Super afflusso di baby pazienti al Pronto Soccorso dell’ospedale Del Ponte.
L’altra notte la struttura di Giubiano ha registrato 30 accessi, che sommati ai 30 diurni, significa 60 pazienti in 24 ore, il doppio della media. I bambini accusavano soprattutto di malattie dell’apparato respiratorio, come bronchiti e broncopolmoniti. Tra i pazienti anche bimbi molto piccoli, che in alcuni casi hanno dovuto essere ricoverati in terapia intensiva neonatale. Tutti i posti letto sono stati saturati.

«Si tratta di una epidemia di forme verosimilmente virali, dovute al fatto che nel periodo estivo c’è una facilitazione alla trasmissione di infezioni. Le persone si ritrovano, ci sono momenti di aggregazione, le feste sono momenti che predispongono a queste epidemie» spiega , primario di pediatria all’ospedale Del Ponte di Varese.

«Oggi c’è la tendenza ad accedere precocemente al pronto soccorso – continua il primario – Una volta con un po’ di febbre, in assenza di altri sintomi, si aspettava. Oggi le mamme tendono ad andare al pronto soccorso spesso, soprattutto quando i pediatri sono assenti o sostituiti da un medico che la famiglia non conosce. C’è tutto un insieme di fattori che tende a far aumentare molto gli accessi al Ps, soprattutto nei ponti e nei periodi di festività».

Non è possibile ricondurre con certezza le patologie respiratorie all’influenza stagionale, in quanto il virus dell’influenza non è stato ancora isolato. Difficile anche prevedere quando la situazione ritornerà nella norma. «Io credo che non si spegnerà nel giro di pochissimo, ma il ritorno a una vita routinaria, con meno occasioni di contagio, dovrebbe ridurre la diffusione dei virus – conclude il medico – Come precauzione, valgono sempre le norme igieniche generali: lavarsi le mani, evitare di stare troppo vicino agli altri se si è infetti. Si tratta di seguire misure di buon senso e igieniche, che sono quelle che proteggono e riducono il contagio. Per esempio, è buona norma non andare a trovare i parenti con la febbre».

L’influenza stagionale dovrebbe raggiungere il picco questo mese. Secondo il medico sentinella «quando ricominceranno le scuole, ci sarà una maggiore diffusione dell’influenza nell’età pediatrica e i casi aumenteranno sensibilmente. La novità di quest’anno è che il picco dell’influenza anticiperà di circa tre settimane rispetto al solito, non a caso durante queste vacanze si assiste a un importante incremento di casi».

Quest’anno il virus non appare essere particolarmente temibile. «Si tratta di un’influenza classica. Bisogna fare attenzione ai bambini piccoli e agli anziani, che sono coloro che possono presentare complicanze. Solitamente, per adulti sani, la malattia si risolve in quattro o cinque giorni» spiega Sessa.

L’incubazione del virus è di due giorni mentre i sintomi restano la febbre, i disturbi gastrointestinali e una generale stanchezza. Il contagio avviene per via aerea, per esempio attraverso un colpo di tosse.