Bestemmie scritte sul volto dei Beatles. Ma i vandali non fermeranno la rinascita

Atto vandalico nel passaggio sotterraneo tra le stazioni, dove - però - il degrado ha lasciato spazio alle note di un pianoforte

Da qualche giorno sono spuntate delle scritte offensive sulle pareti del sottopassaggio di via Morosini. Delle bestemmie che sporcano tristemente i volti dei Beatles dipinti sulle pareti. Graffiti con la vernice bianca, opera di qualche vandalo, che indignano e imbarazzano e mal si sposano con l’atmosfera del luogo.
Perché è vero che quel sottopassaggio, a due passi dalle stazioni, è stato per tanto tempo il simbolo del degrado a due passi dal centro, ma è vero anche che qualcosa è cambiato, circa un mesetto fa.

Le tante persone che attraversano i tunnel del sottopassaggio, oggi, possono vedere sulle pareti colorate un Van Gogh, con il viso un po’ sfregiato, accanto a una dedica d’amore.
Nelle lavagne ricavate dalle nicchie si leggono desideri sinceri, sentimenti e speranze futuro, accanto a frasi sbruffone e anche un po’ volgari. C’è un artista misterioso che di tanto in tanto regala al sottopassaggio le sue opere colorate, mentre un poeta cinese riempie di ideogrammi misteriosi i muri e incanta con il suo fascino esotico.
Ma soprattutto, in via Morosini angolo via Milano, al piano -1, c’è un pianoforte elettrico intatto. In pochi avrebbero scommesso su una simile longevità, (più di un mese di vita!), ancor meno persone credevano che se ne sarebbe fatto buon uso. Eppure il pianoforte ha suonato tutti i giorni, grazie ad alcune persone che si sono affezionate allo strumento e all’idea che rappresenta, e si preoccupano di curarlo e suonarlo ogni giorno.
Non mancano poi i curiosi, giovani che si fermano e premono qualche tasto, magari con un po’ di timone referenziale, e i musicisti di strada, che hanno attaccato i loro amplificatori e strimpellato sfruttando l’acustica del tunnel.

Certo non è tutto rose e fiori, ma il progetto di #TakeCare Varese, che nasce grazie al Comune come attività di volontariato per i giovani, ha reinventato questo spazio per la cittadinanza e ha finito per cambiare qualcosa. Il sottopassaggio di via Morosini ha avuto una speranza di riscatto e sta provando a sfruttarla al meglio. A maggior ragione quelle scritte bianche sono insultanti, per chi passa e si sente offeso, per chi su quelle pareti ha lasciato un pezzetto di cuore e per Varese stessa, che anche quando cambia in meglio, cerca di autosabotarsi.