Afghanistan/ Calderoli: Italiani con Bossi, via anche da Libano

Afghanistan/ Calderoli: Italiani con Bossi, via anche da Libano


Roma, 27 lug. (Apcom)
– “Il Libano e i Balcani intanto lasciamoli. E sull’Afghanistan ragioniamo. E’ sbagliato lasciare prima delle elezioni, ma la testa alla gente non la cambi con un voto”. Ad affermarlo è il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, che in un’intervista a Repubblica torna sulla questione del ritiro dei nostri soldati dall’Afghanistan, problema già sollevato da Umberto Bossi. Dopo aver ricordato che la Lega non ha “mai tolto un voto alle missioni decise dalla maggioranza”, il ministro chiede di “fare un bilancio dei risultati raggiunti”.

Una questione di risorse, “Siamo in grado di sostenere ulteriori missioni? Se non ne abbiamo si torna a casa”. Ma soprattutto di metodo: “Prima o poi il mondo occidentale dovrà fare autocritica perché la democrazia non si esporta e non si impone. Anch’io un tempo ero interventista. Poi ho fatto il mea culpa. Interroghiamoci: è migliorata la situazione in Afghanistan? Io sono arrivato alla conclusione che c’è una sfasatura temporale”. L’idea di Calderoli, quindi, è questa: “Andiamo fino in fondo. Rispettiamo gli impegni presi. Ma non illudiamoci che l’intervento sarà risolutivo. L’Europa e l’occidente, però, ripensino la strategia perché non credo che otterremo risultati”. Si chiede infatti il ministro: “E’ la strada giusta? E’ una riflessione di pancia che il Paese fa. E in Iraq è stato utile abbattere Saddam? Non era democratico, ma di equilibrio. Forse occorreva un passaggio più graduale, aiutare l’Iraq a liberarsi di Saddam”.

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