«Missione punto sicuro per il cittadino». Questo è il nome dell’operazione degli Angeli Urbani iniziata ieri pomeriggio. L’ordine di servizio è più ambizioso rispetto a un semplice controllo del territorio. Non a caso l’operazione viene chiamata “missione” e non “ronda”. «Si tratta di monitorare tutta le città, individuando su una cartina i punti critici per il bivacco e per gli assembramenti di ragazzini, quelli che ogni tanto sono molesti – spiega , presidente degli Angeli Urbani – Poi parleremo con le persone che si fermano in quei punti per capire dove nascono i disagi. Successivamente, dati alla mano, incontreremo i servizi sociali e gli organi competenti per capire cosa si può fare per risolvere le diverse criticità. Facciamo questo nella consapevolezza che è inutile negare l’esistenza dei problemi, meglio affrontarli e risolverli». Gli Angeli Urbani ieri hanno pattugliato via Morosini, piazza XX Settembre, i vicoli che vanno da via Como all’aula studio Forzinetti, via Veneto e i Giardini Estensi. Tutti luoghi dove si riuniscono ragazzini italiani e stranieri, nonché persone con disagi diversi. «I punti più critici sono il comparto tra via Como e piazza XX Settembre (dove già sono emersi problemi di spaccio, ndr) e i portici di via Veneto – continua Piazza – La nostra percezione è che i giovani si riuniscano sempre negli stessi posti perché hanno bisogno di punti di riferimento, quasi a voler trovare anche per strada una sorta di “famiglia”».I controlli verranno ripetuti ogni giorno, per vedere se i «punti critici» cambiano durante la settimana o se sono sempre gli stessi. Gli Angeli, dopo il 15 maggio, data in cui chiuderà lo chalet Martinelli, usciranno anche alla sera. I ragazzini verranno avvicinati da persone competenti. L’obiettivo è arrivare a coinvolgere i genitori, rendendoli
parte di uno specifico progetto educativo. Ma un primo risultato gli Angeli ieri lo hanno già ottenuto: le divise sono state subito percepite come un deterrente al crimine. I cittadini sono stati contenti. In diversi hanno chiesto di poter fare una foto con gli Angeli. Altri hanno detto «guarda che bello», altri ancora «finalmente, era ora». «I varesini sono molto calorosi, lo dimostra l’accoglienza che ci riservano. Molti giovani, inoltre, quest’anno sono venuti a trovarci per vedere cosa facciamo e per aiutarci» conferma la direttrice dell’associazione, . A rendere la «missione punto sicuro» possibile è una squadra di sei volontari che dedicano al progetto il loro tempo libero. La caposquadra si chiama Luisa, ed è una infermiera: «Ho intrapreso questa avventura con il desiderio di dare qualcosa agli altri». Al suo fianco c’è il marito Pasquale, che è in pensione: «Quello che voglio fare è stare vicino alla gente. Ho lavorato in ospedale e, alla necessità, sono pronto anche a dare soccorso». Poi c’è Nunzia, che si è avvicinata agli Angeli quando ha visto le persone in fila davanti al cancello delle suore di via Luini: «Quando passavo di lì mi si fermava il cuore, allora sono andata dagli Angeli e lì mi sono trovata subito bene, ho capito che insieme potevamo fare qualcosa di utile». Il bodyguard del gruppo si chiama John, è un immigrato arrivato dal Senegal che ha un passato di senzatetto: «conosco i disagi della città e i suoi problemi, adesso voglio che la mia esperienza sia di aiuto ad altri, specialmente ai più giovani». Straniera è anche Irene, che dice: «è una soddisfazione aiutare gli altri». Infine, c’è Giuseppe che ha accettato questa sfida per «fare qualcosa di bello». Il prossimo obiettivo sono i pullman.













