New York, 9 feb. (Apcom) – Una cifra astronomica, pari a 9.700
miliardi di dollari. E’ questa la somma che il governo degli
Stati Uniti si sta impegnando a sborsare per salvare l’intero
sistema finanziario Usa. A fare i calcoli è l’agenzia di stampa
Bloomberg, che precisa che la stima comprende anche il piano di
stimoli per l’economia Usa che il Senato si appresta a votare
questa settimAna, per almeno 780 miliardi di dollari.
Oltre al piano ambizioso del governo del neopresidente Barack
Obama, ci sono gli impegni presi dalla Fed, dall’FDIC (l’agenzia
federale di garanzia dei depositi negli Stati Uniti) e dal
dipartimento del Tesoro Usa. Ai 9.700 miliardi di dollari di
costi stimati si arriva sommando il valore delle iniziative prese
per stimolare la crescita dell’economia – valutate 1.000 miliardi
di dollari circa -, e quello delle altre promesse delle varie
agenzie federali, che si sono impegnate a versare 3.000 miliardi
di dollari in prestiti e spese e che hanno anche raggiunto
accordi per 5.700 miliardi di dollari su nuovi aiuti in caso di
bisogno. A tal proposito, da segnalare che soltanto nel mese di
dicembre i prestiti che la Fed ha erogato alle banche si sono
attestati a 2.300 miliardi di dollari.
L’impegno a versare 9.700 miliardi di dollari deve essere
considerato in relazione alla crisi senza precedenti che ha
sconvolto il sistema finanziario globale. La bufera che ha
colpito il mercato del credito Usa ha avuto infatti come effetto
quello di spazzar via il 33% del valore delle società globali
soltanto dallo scorso 15 settembre, per un ammontare di ben
14.500 miliardi di dollari.
Ma la cifra sconvolge comunque, se si considera che con 9.700
miliardi di dollari il governo americano potrebbe inviare un
assegno da 1.430 dollari a tutti gli esseri umani viventi al
mondo. L’ammontare è anche pari a 13 volte la somma complessiva
che gli Stati Uniti hanno speso finora per le guerre in Iraq e in
Afghanistan, e a dirlo è lo stesso Congressional Budget Office.
L’agenzia del Congresso americano dice poi anche di più: con la
somma si potrebbe pagare quasi ogni mutuo contratto per
l’acquisto di case negli Stati Uniti (la spesa in questo caso
specifico è stata calcolata infatti a 10.500 miliardi di dollari).
Proprio per questo motivo, le polemiche non mancano. “Stiamo
vedendo stanziare i fondi del governo come mai prima nella storia
del nostro paese – ha detto lo stesso senatore Byron Dorgan,
democratico del Sud Dakota, parlando al Senato lo scorso tre
febbraio – Nessuno sa cosa il Board della Federal Reserve ha
deciso di stanziare, a chi e per quale motivo. Quanto è stato
stanziato inoltre dall’FDIC? Quanto di questa somma è stata
finanziata con il Tarp? Quando? E perchè?”.
Il problema, insomma, rimane soprattutto la mancanza di
trasparenza visto che, come scrive Bloomberg, la Fed fino a
questo momento si sta rifiutando di comunicare i nomi di chi
riceve i prestiti o di rivelare le garanzie che sta ricevendo a
fronte delle somme che presta.
Il mistero è tale che la stessa agenzia di stampa Bloomberg si è
appellata al Freedom of Information Act e lo scorso 7 novembre ha
avviato una causa federale contro la Fed chiedendo informazioni
su chi sta beneficiando delle varie iniziative sui prestiti. Il
28 gennaio scorso Bloomberg ha poi inoltrato una richiesta al
dipartimento del Tesoro Usa per ottenere una lista comprensiva
degli asset di Citigroup e Bank of America che il governo ha
deciso di garantire. Nessuna risposta.
Lna-Emc
MAZ
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