Suina a VareseOttavo caso

Suina a VareseOttavo caso

VARESE Un nuovo sospetto si è presentato lunedì mattina al reparto Infettivi, e altri due sono stati accertati settimana scorsa. Questi i nuovi casi di influenza suina passati dall’ospedale di Circolo di Varese negli ultimi giorni e che vanno ad aggiungersi ai 5 casi di A H1N1 contati da maggio sino all’inizio di settimana scorsa dall’Asl provinciale in tutto il Varesotto. «C’è da dire che tutti i casi di contagio della nuova influenza accertati da noi erano asintomatici – precisa il primario dell’unità

operativa di malattie infettive e tropicali del Circolo, professor Paolo Grossi – a testimonianza di come per ora la suina sia molto contagiosa ma portatrice di una patologia molto leggera che normalmente si esaurisce nel giro di ventiquattro ore. Se avessi un po’ di tempo libero in questi giorni farei di tutto per prenderla anch’io, così da sviluppare gli anticorpi ed essere già immune per l’autunno quando il virus A H1N1 potrebbe combinarsi con altri virus influenzali più cattivi e diventare davvero pericoloso».

I due casi di influenza suina accertati la settimana scorsa su due ragazzi giovani di rientro da un viaggio all’estero sono arrivati al reparto infettivi dell’ospedale di Circolo su indicazione del medico di base dopo una sola nottata di febbre alta. «Avevano preso solo una tachipirina, ma quando sono arrivati in reparto per gli accertamenti il giorno dopo già non presentavano più alcun sintomo», racconta Grossi. Eppure le analisi di laboratorio hanno confermato per entrambi che si trattava di sindrome influenzale provocata dal virus A H1N1.
Secondo l’infettivologo del Circolo il problema vero potrebbe presentarsi in autunno, stagione in cui i virus si ricombinano dando vita a nuove sindrome influenzali: «Il virus della suina che è molto contagioso perché nuovo, e quindi non incontra persone già immuni sul suo percorso, ma per è portatore di una patologia lieve e quindi non è molto pericoloso. Se però in autunno dovesse combinarsi con un virus portatore di patologie più gravi, allora sì avremmo il problema di una pandemia grave. Ma è un’eventualità futura cui il mondo intero guidato dall’Organizzazione mondiale della sanità si sta già preparando». «Intanto – conclude – finché il virus continua così farò di tutto per prendere anch’io la suina, in modo da sviluppare subito gli anticorpi ed essere poi pronto a curare chiunque quest’inverno».
Lidia Romeo

s.bartolini

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