VARESE Le tariffe della spazzatura vanno riviste. Lo ha deciso il sindaco Attilio Fontana al termine di una commissione (quella affari generali) a cui ha partecipato una nutrita platea di piccoli imprenditori, commercianti e cittadini, proprio per discutere della stangata per la Tia (tariffa di igienee ambientale). La sproporzione è questa: per una superficie di duemila metri quadrati un’azienda varesina spende 13 mila 380 euro di Tia, una di Sumirago appena mille e 200. Le ragioni della stratosferica differenza sarebbero da ricondurre all’imposta applicata nei vari Comuni: da una parte la Tia che copre tutti i costi di gestione del servizio (come a Varese) e dall’altra la Tarsu. «Questa non copre la totalità dei costi – ha detto il presidente di Aspem, William Malnati – Nel caso della Tia invece la bolletta copre i costi di spazzamento delle strade, lavaggio delle strade, raccolta dei rifiuti, conferimento dei rifiuti, controllo e gestione di queste funzioni da parte dell’Aspem. Le bollette pagate in Comuni con la Tarsu – ha aggiunto Malnati – coprono solo in parte i costi: a Busto Arsizio il 74%, a Gallarate l’80%, a Sumirago il 90%». Ma il confronto con le città che hanno adottato la Tia, come Como e Sondrio per esempio, non regge comunque. Da qui la decisione, condivisa anche dalla maggioranza, di rivedere le tariffe con un occhio
di riguardo a quelle applicate alle aziende, agli artigiani e alle piccole imprese. «Le nostre proposte sono tre – ha suggerito il leader di Movimento Libero, Alessio Nicoletti – Innanzitutto quella di valutare la possibilità di togliere l’Iva, aggravata oggi del 10% e che ricade soprattutto sulle imprese. Nell’ottica di una rimodulazione delle tariffe, anche quelle domestiche, si potrebbe invece prendere in considerazione il calcolo del peso di spazzatura effettivamente prodotto».Altra questione riguarda invece la virtuosità del comune di Varese in materia di riciclaggio. «Dai dati dell’Osservatorio provinciale dei rifiuti – ha detto il capogruppo Pd, Fabrizio Mirabelli – risulta che Varese è solo al 128° posto su 141 Comuni della nostra provincia per quanto riguarda l’efficienza nella gestione dei rifiuti urbani». Non è bastata quindi la campagna di comunicazione sulla raccolta differenziata, realizzata da Hangam per Aspem Varese, costata un grande investimento economico. «Considerato che si deve arrivare al 65% entro la fine del 2012 – ha fatto notare Francesco Cammarata (Movimento 5 Stelle) – ci si è svegliati un po’ tardi». E non è mancato il confronto con l’ormai famosissima Pordenone. «Varese non è proprio Pordenone – ha sottolineato Nicoletti- se è vero, come è vero, che una famiglia tipo di Pordenone di quattro persone in 80 mq paga 107,2 euro all’anno contro i 228 euro di un’analoga famiglia varesina».Valentina Fumagalli
s.bartolini
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