Bar e ristoranti in rivolta «Gravi danni dal caro-sosta»

VARESE «L’amministrazione deve ripensarci». Le associazioni di categoria insieme chiedono al sindaco Fontana di rivedere la decisione con cui la giunta ha aumentato le tariffe dei parcheggi e introdotto nuove fasce di orario a pagamento (dalle 12.30 alle 14:30 e dalle 20 alle 24).Esprimono preoccupazione le federazioni imprenditoriali (Fipe – Confcommercio e Fiepet – Confesercenti), che rappresentano i pubblici esercizi della città di Varese, per il  provvedimento comunale che entrerà in vigore il prossimo 16 aprile e che prevede l’innalzamento delle tariffe orarie per l’utilizzo dei posteggi pubblici, da 1,20 a 1,50 e l’estensione della sosta a pagamento anche nelle fasce orarie della pausa pranzo e serale, finora gratuite. «In un momento congiunturale così difficile, dove la contrazione dei consumi generalizzata sta pesando in maniera importante anche sul comparto dei pubblici esercizi, in termini di chiusure e turn over eccessivi, si ritiene che l’aumento tariffario dei posteggi, soprattutto negli orari dedicati alle pause di lavoro e di svago serale, sia destinato a scoraggiare ulteriormente l’afflusso degli avventori che fruiscono abitualmente dei servizi cittadini», spiegano le responsabili delle rispettive categorie Antonella Zambelli (Fipe – Confcommercio) e Roberta Vitale (Fiepet – Confesercenti). E danno sfogo a tutta la loro contrarietà e a quella delle imprese associate, chiedendo almeno il ripristino delle vecchie fasce orarie gratuite. «L’annunciato periodo di sperimentazione infatti, porterà comunque a conseguenze negative per l’economia dei pubblici esercizi varesini, difficilmente rimediabili a breve e medio termine – aggiungono – Non essendo comunque state interpellate in merito alla problematica, Fipe e Fiepet rimangono a disposizione dell’amministrazione comunale per un confronto che si ritiene utile e indispensabile».Un invito che difficilmente potrà

essere ignorato dall’amministrazione, anche se fino ad oggi non ha preso in considerazione nessuna delle iniziative messe in campo nel tentativo di rivedere il provvedimento. E’ stata ignorata la raccolta firme promossa dai ragazzi di Avanguardia Studentesca (che si richiama ai valori di destre ed quindi vicina all’area ex An del Pdl) e dall’associazione «Made in Varese» (realtà che si occupa di promuovere politiche per i giovani). Quasi un migliaio di adesioni, raccolte in poche ore con gazebo nel centro storico e moduli nei negozi, per chiedere una retro marcia nei confronti dell’introduzione della sosta a pagamento nell’orario serale. «Questo provvedimento penalizzerà tutti i ragazzi che frequentano Varese alla sera e di conseguenza anche tutte le attività del centro – avevano scritto in un volantino – E con questa nuova tariffa, i problemi legati alla sosta selvaggia aumenteranno anziché diminuire».A nulla sono valsi anche i tentativi di qualche consigliere (Pdl), che ha sempre sostenuto quanto il provvedimento non fosse condiviso neanche tra i partiti di maggioranza. La questione è quindi rimandata al consiglio comunale e alla discussione di una mozione presentata dall’opposizione. A quel punto la tenuta della maggioranza potrebbe essere messa a dura prova, perché gran parte del gruppo Pdl (dal capogruppo Ciro Grassia passando alle altre anime del partito, l’ex An Giacomo Cosentino e Matteo Giampaolo) potrebbe votare contro la giunta e il suo «caro sosta». A meno che non decida di fare un passo indietro e rivedere quanto deciso. «Non credo sia fattibile, come ho già detto più volte – spiega il sindaco Fontana – Ascolteremo comunque le associazioni di categoria e poi vedremo».  Valentina Fumagalli

s.bartolini

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