VARESE 1.714 euro. E’ questo il carico fiscale locale che pesa su ciascun varesino, secondo un’analisi svolta dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre riferita al 2011. Al top della graduatoria nazionale troviamo appunto Varese, seguita da Lecco (1.681 euro), Bergamo, Monza e Bologna con la stessa pressione tributaria locale (1.665 euro); chiudono 3 comuni capoluogo del sud: Caltanisetta, con 789 euro pro capite, Agrigento, con 767 euro e Lanusei, con 671 euro. Insomma, i cittadini più tartassati sono i lombardi, che nei primi 10 posti della classifica generale ne occupano ben 8.La pole position varesina coglie di sorpresa il primo cittadino Attilio Fontana. «Mi risulta che Varese sia in linea, come pressione tributaria comunale, con diversi comuni emiliani e veneti – spiata Fontana -. All’interno della Regione Lombardia, Varese risulta uno dei capoluoghi che esercita meno pressione tributaria sui propri cittadini. Il dato pro capite lievita a causa della pressione tributaria regionale». Scorporando la pressione tributaria locale di Varese, la Cgia mette infatti in evidenza che 556 euro sono relativi alla pressione tributaria comunale, 73 a quella provinciale e ben 1.085 euro pro capite per quanto riguarda quella regionale. L’indicatore relativo alla pressione tributaria locale è definito dalla sommatoria delle entrate tributarie versate da tutti i contribuenti al Comune, alla Provincia e alla Regione in rapporto alla popolazione residente. Per quanto concerne le Regioni, l’elaborazione dei dati della Cgia ha considerato unicamente i tributi propri (Irap, addizionale
Irpef, bollo auto) ovvero quella parte di entrate tributarie sulle quali le Regioni hanno margini di manovra. Per le Province si sono prese in esame le entrate tributarie (titolo 1 del bilancio) al netto della compartecipazione Irpef, in quanto su questa voce le Province non hanno possibilità di intervento (l’Irpef è infatti un tributo statale). Anche per i Comuni, la pressione tributaria è stata calcolata considerando le entrate tributarie (titolo 1 del bilancio) al netto della compartecipazione Irpef. Riflettendo su questi dati, il consigliere del Pd Luisa Oprandi sottolinea un punto d’orgoglio per la Città Giardino: «Varese è una città di cittadini onesti che pagano le tasse. Mi spiace che si stia arrivando all’idea di un’onestà contributiva a suon di martellate, peró ci stiamo arrivando». La fotografia fatta dalla Cgia di Mestre è riferita al 2011, vale a dire immediatamente precedente alla “raffica” di aumenti che si è scatenata nel corso dell’anno con le due manovre d’estate approvate dal Governo Berlusconi e con il decreto “salva Italia”. Pertanto, è lecito chiedersi di che morte dovremo morire con l’introduzione dell’Imu e con l’aumento dell’aliquota base dell’addizionale regionale Irpef. Certo è che nel 2012 assisteremo ad una impennata della tassazione locale, con effetti per le casse delle Regioni e degli Enti locali molto modeste. Ma la nota di speranza arriva dall’Oprandi. «Riducendo l’evasione progressivamente arriveremo ad una condizione tale che ci permetterà di poter ridurre nuovamente la pressione». Valeria Deste
s.bartolini
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