Canton se ne va, ecco Garavaglia I Barbari: «Altri devono pagare»

Canton se ne va, ecco Garavaglia I Barbari: «Altri devono pagare»

VARESE I bossiani arretrano, i Barbari Sognanti avanzano. Ieri mattina, il segretario provinciale Maurilio Canton ha rassegnato le dimissioni dalla carica. Lo ha fatto dopo una riflessione di qualche giorno, da quando venerdì scorso aveva saputo della mozione di sfiducia firmata contro di lui. «Ho preso questa decisione per il bene del partito – spiega Canton – Siamo in una situazione critica, dove quello che serve è unità. Se non mi fossi dimesso, avrei creato una spaccatura locale che sarebbe andata a sommarsi già ai problemi nazionali. Se dieci dirigenti su sedici mi hanno sfiduciato, vuol dire che una frattura c’è, e allora ho preferito farmi da parte».L’elezione di Canton, in quell’ormai fatidico 9 ottobre 2011, aveva creato non pochi problemi. E soprattutto aveva visto la ribellione da parte dei militanti, che avrebbero voluto un confronto tra diversi candidati (Leonardo Tarantino e Donato Castiglioni erano stati costretti a ritirarsi), che al grido di «voto, voto» avevano contestato lo stesso Bossi.Ma in tutto questo, Canton, gettato nell’agone dai vertici di una corrente, si è trovato a tentare di portare avanti la gestione del partito in modo super partes. «Sono stato un segretario provinciale il più possibile al di sopra delle parti – dichiara infatti – Anche all’inizio, quando si parlava di liste di epurandi, ho sempre smentito e cercato di ricompattare il partito. Anche a fronte di pressioni esterne».Pensa di ricandidarsi? «Sono considerazioni del tutto premature. Non credo. Io ho sempre lavorato per la Lega Nord e continuerò a farlo, come sindaco e semplice militante. Se poi il commissario che verrà nominato deciderà di coinvolgermi nel lavoro, sarò ben lieto di dare il mio contributo».Il nuovo commissario, nominato ieri poche ore

dopo le dimissioni, è il senatore Massimo Garavaglia. I fatti vanno anche a favore di Canton, dal momento che effettivamente si è trovato a gestire il partito in un momento di grande scontro. Se la sua figura ha attirato la rabbia dei militanti maroniani, va anche detto che lui è stato lanciato nella fossa dei leoni dai capi di una precisa corrente, i quali non sempre gli hanno fornito il supporto necessario.Al contrario, Canton, trovandosi in minoranza nel direttivo, ha lavorato di mediazione. Ed è arrivato anche ad astenersi dalla votazione, durante l’ultimo direttivo provinciale prima che scoppiasse lo scandalo del tesoriere, sulla richiesta di provvedimenti disciplinari contro alcuni militanti maroniani, voluta da Paola Reguzzoni, sorella del deputato. Le sue dimissioni sono state quindi apprezzate. «Le dimissioni mi stanno bene, il suo comportamento è stato corretto – sottolinea il dirigente Gianluigi Lazzarini, tra i firmatari della sfiducia – Del resto ha voluto abbreviare i tempi. In carica non poteva rimanere, sarebbe stato escluso alla prima riunione. Dimettendosi ha mostrato di rispettare il direttivo».Leonardo Tarantino, sindaco di Samarate ed ex candidato alla segretaria provinciale: «Senza entrare nelle qualità dell’uomo, la sua era un’elezione andata male. Non avrebbe fatto molta strada». Tarantino non sa se si ricandiderà: «Sono successe così tante cose, che adesso è tutto diverso». Il congresso potrebbe avvenire, se ci sarà tempo, subito dopo le amministrative. Oppure, rischia di essere dimandato in autunno. Stefano Cavallin, un altro firmatario: «Bene Garavaglia. Canton ha deciso di fare la cosa giusta. Spero adesso che la militanza si ricompatti». Mentre il sindaco di Morazzone Matteo Bianchi: «Le sue dimissioni mi sembrano sufficienti. Chi dovrà pagare in modo molto più pesante sono altri». Marco Tavazzi

s.bartolini

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