VARESE L’uno per cento dei residenti in provincia di Varese è un consumatore di cocaina. Ottomila persone secondo i dati forniti dal dipartimento nazionale antidroga, sulla base di un’indagine effettuata tra il 2010 e il 2011. Si inizia sui banchi di scuola, dove la cocaina è la terza sostanza più diffusa dopo la cannabis e gli allucinogeni. Nel 2009 l’Asl di Varese, in collaborazione con il Cnr, ha stimato che la fascia di età più a rischio va dai 15 ai 19 anni. Durante l’adolescenza il fenomeno cresce: per i maschi quindicenni la percentuale di consumo è dell’1,4. Nei diciannovenni del 6,5%. Per le femmine, dai 15 ai 19 anni il consumo sale dall’1,1% al 3,5%. Per promuovere lo sviluppo di servizi specialistici per la cura della dipendenza, l’Asl di Varese dal 2006 a oggi ha coordinato due progetti nazionali e uno regionale. I dati elaborati nel 2009 mostrano che la nostra provincia è in linea con i dati di consumo lombardi, seppur con lievi differenze. I ragazzi tra i 15 e i 19 anni che “sniffano” cocaina sono il 3,7% contro il 4,5% lombardo. Le consumatrici varesine sono invece più numerose di quelle lombarde: 2,3% contro il 2%. «La cocaina è la “droga del secolo”, è coerente con la ricerca di prestazione richiesta dalla cultura moderna – afferma Vincenzo Marino, responsabile del Dipartimento dipendenze dell’Asl di Varese – Dopo una fase di crescita che ha visto un picco nel 2005, ora il fenomeno in provincia è stazionario». Per un
grammo di cocaina si spendono 80 euro, ma i giovani usano baby-dosi da 0,2 grammi che costano quanto un drink o una pizza. «Il desiderio della sostanza è frutto di un meccanismo di condizionamento – spiega Marino -Il consumo varia a secondo delle abitudini: da una a quattro o più volte al giorno. L’effetto di una dose dura mediamente due ore». I costi sociali della dipendenza sono molto elevati, anche perché al consumo di cocaina si legano vere e proprie patologie. Da qui la necessità di attivare programmi permanenti di diagnosi e intervento pensati per i diversi target, tra cui quello degli studenti e dei lavoratori (con particolare focus sul settore trasporto). L’Asl di Varese sta preparando una «web clinic», una sorta di canale interattivo dove sia possibile chiedere informazioni in anonimato. Per i ragazzi, in collaborazione con il dipartimento politiche antidroga, nelle sedi operative di Con-t@tto-spazio adolescenti, è stato messo a punto un “drug test” per la diagnosi precoce. «Stiamo facendo molto per combattere il fenomeno – conclude il direttore generale dell’Asl Giovanni Daverio – Il nostro compito è quello di promuovere stili di vita corretti che impediscano il diffondersi delle patologie: il consumo di cocaina fa ammalare».L’Italia è il quarto paese del mondo per consumo di cocaina, dopo Stati Uniti, Regno Unito e Spagna. Sono 14 milioni gli europei che l’anno provata almeno una volta, quattro milioni solo nell’ultimo anno. Al dipartimento dipendenze dell’Asl sono attualmente in cura 526 pazienti dipendenti da cocaina (il 20% del totale). Adriana Morlacchi
s.bartolini
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