Si scioglie la nevee spuntano le buche

Tolte le catene non bastano neppure le gomme da neve per girare tranquilli sulle dissestatissime strade di Varese: mano a mano che la neve si scioglie l’asfalto svela giorno dopo giorno buche nuove o rinnovate che mettono seriamente in pericolo non solo ammortizzatori, cerchioni e convergenza ma persino la sicurezza di automobilisti e pedoni tra sterzate istintive per evitare il fosso avvistato all’ultimo momento o per il rischio di perdere il controllo del mezzo sul manto stradale che si fa improvvisamente sdrucciolevole.

L’amministrazione comunale ha già fatto sapere che i rattoppi sono inutili quando la sede stradale non è perfettamente asciutta. Quindi, tra i mucchietti di neve ancora presenti a bordo strada che si sciolgono lentamente di giorno e poi ghiacciano di nuovo al tramonto, e con le nuove perturbazioni in arrivo già a partire da metà settimana, interventi riparatori all’orizzonte non se ne vedono. Resta il rammarico per anni di trascuratezza di «otturazioni» che continuano a saltare ogni inverno complici di questo colabrodo, me in mancanza di alternative non resta che tracciare una mappa che non pretende di essere esaustiva, solo utile a evitare cattive sorprese e magari indicativa dei lavori per la bella stagione.

Prima di tutti c’è via Bizzozero, dietro piazza Repubblica che dà il meglio di sé poco prima del bivio per Sant’Imerio Con una serie di buchi e crepature profondi e inevitabili dato che attraversano la carreggiata da parte a parte. L’unico consiglio qui è procedere lentamente. Disagi anche scendendo dalla Motta verso piazza Monte Grappa sulla trafficatissima via San Francesco d’Assisi che non soffre solo di sosta selvaggia notte e giorno, ma sempre di più anche per un processo di sgretolamento

che la rende sempre più simile a un gruviera. E critica è anche la zona attorno al Tribunale: nonostante le due vie d’accesso Dandolo e Vetera siano in cubetti di porfido, è in piazza Cacciatori delle Alpi che gli ammortizzatori sono più sollecitati da buche piccole ma profonde che poi continuano sia svoltando in via Paravicini, verso via Staurenghi, sia proseguendo verso Biumo con i dossi della via Walder sempre più alti se si considera che ora sono immediatamente preceduti da buche.

Senza andare a scomodare le strade minori, quelle usate quasi esclusivamente dai residenti che nella stragrande maggioranza dei casi sono ridotte malissimo da anni (in epoca Mondiali l’amministrazione assicurava che le avrebbe asfaltate nel 2009 salvo poi aggiungere la postilla “disponibilità di bilancio permettendo”), anche le arterie principali della viabilità periferica e di passaggio, compresi i trafficatissimi viale Borri a viale Belforte, sono piene di insidie, buche e veri e propri sgretolamenti.

E non c’è istituzione che tenga se si considera che a Sant’Ambrogio proprio le stradine attorno alla Chiesa, a cominciare da via Rossetti, sono le più danneggiate, mentre a Belforte crepe e sgretolamenti vari non hanno risparmiato neppure la via Brunico su cui si affacciano tutte le scuole, dalle materne al liceo linguistico. E sgretolamenti vecchi e nuovi costellano anche le arterie principali di Valle Olona, San Fermo, Schiranna e Avigno cioè rispettivamente sulle vie Dalmazia, Pergine, Dei Prati e infine Astico e Lanfranconi. Nei quartieri più prestigiosi ridotte a gruviera anche le trasversali dall’ormai famosissima salita del Montello, e le laterali di via Cadore a partire dalla via Lazio, più larga dopo l’apertura del Tigros ma sempre scommessa e poi il caso estremo della via Asiago, che scende in leggera discesa per terminare prima dello stop con un mega cratere che ha liberato una miriade di sassolini bianchi. Il buco era stato riparato a novembre, ma si è già riformato.

Lidia Romeo

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