Busto, raggirava gli anziani fingendosi ispettore comunale

Busto Arsizio – Raggirava gli anziani fingendosi un finto ispettore dell’acquedotto comunale: denuncianto per tentato furto un triffato torinese di 40 anni con precedenti specifici al seguito. Il trucco era semplice ma ingegnoso e l’uomo l’ha messo in campo dopo aver scampanellato alla porta di una coppia di anziani bustesi.

Gentile, distinto e sorridente, il truffatore si è subito presentato: una qualifica di tutto rispetto: ispettore dell’acquedotto comunale venuto a controllare che tutto fosse in regola. Si sa le lamentele sulla pressione o la qualità dell’acuqa sono all’ordine del giorno in ogni paese, e la scusa regge. Regge meno, invece, la singolare richiesta formulata agli anziani ignare vittime del raggiro di mettere da parte, in luogo sicuro e sopratutto ben visibile al truffatore, ogni oggetto, gioiello o monile in oro o argento.

Perchè? Perché, questa la bislacca spiegazione, i metalli preziosi avrebbero potuto irrimediabilmente falsare i controlli meticolosi posti in essere dal falso addetto all’acquedotto comunale. Lo scopo reale era certamente quello di valutare il bottino, farlo raggruppare alle vittime, in modo da poterlo rubare alla prima distrazione da parte della coppia di pensionati. Che però non ci

sono affatto cascati; e alla richiesta del balordo hanno opposto una ferrea resistenza rispondendo no. L’uomo, a quel punto, non potento fare altro (se avesse usato violenza agli anziani sarebbe finito malissimo) ha glissato fingendo indifferenza e accampando delle scuse si è allontanato. Gli anziani, invece, sono andati dai carabinieri della compagnia di Busto Arsizio sporgendo denuncia.

I militari hanno avviato una rapida indagine; anche grazie ai riscontri scientifici inviati al Ris di Parma per le analisi, il truiffatore-ladro è stato identificato e subito denunciato per tentata truffa. L’appello delle forze dell’ordine è chiaro: nessun dipendente comunale, dell’Enel e di qualsivoglia ente parastatale, è autorizzato a bussare a casa di un cittadino e chiedere denaro; in queste situazioni non aprire la porta, chiedere di visionare il tesserino identificativo, quindi chiamare il 112 in caso di situazioni sospette. S. Car.

p.rossetti

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