VARESE «Da dieci anni a questa parte la condotta dei ragazzi è in discesa come atteggiamento e modo di porsi. L’età critica è tra i 14 e i 15 anni, quando i ragazzi spesso sono bulletti». Lo sostiene Angelo Rossi, vicepreside dell’Isis Newton, che da tempo sta cercando, in sinergia con le forze dell’ordine, di sensibilizzare gli studenti sul problema della tossicodipendenza. «I nostri ragazzi ci hanno segnalato, senza fare o nomi di nessuno, che lo spaccio varesino è controllato da gruppi che toccano le diverse scuole» afferma Rossi. Un’ipotesi che è al vaglio della questura. «Oggi non abbiamo elementi tali da confermare con certezza l’esistenza di “bande organizzate” – dice Silvia Carozzo, dirigente della squadra mobile di Varese – I nostri controlli capillari hanno portato alla luce un consumo mattiniero e disinvolto e pertanto presente e grave. Abbiamo anche perquisito abitazioni sulla base dei malori riscontrati da alcuni soggetti ricoverati al pronto soccorso. Ne è emerso che si
trattava di fenomeni isolati gli uni dagli altri». Come arginare il problema? «La scuola può arrivare fino a un certo punto, poi è la famiglia a dover intervenire e controllare il “tempo libero”, senza entrare in antagonismo con la scuola – continua Rossi – Bisogna stare attenti ai segnali: vedo studenti che dicono di non avere soldi per comprare i libri di testo smanettare con cellulari di ultima generazione e mi domando: dove li hanno presi? Magari è tutto regolare, magari non lo è». Gli studenti del geometra Daverio proprio venerdì 25 gennaio avevano organizzato un’assemblea studentesca sul tema del consumo di stupefacenti. «Un’idea nata dalla convinzione che il problema della droga esiste ed è grave – dice Luca Cassago, rappresentante di istituto – Durante l’incontro, con relazioni di polizia e guardia di finanza, ci sono state mostrate immagini choc scattate durante incidenti mortali. Quando hanno proiettato la foto di Dean Catic è sceso il silenzio in sala».
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s.bartolini
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