Cassazione;Anche se incustodito parcheggio responsabile per furti

Cassazione;Anche se incustodito parcheggio responsabile per furti

Roma, 9 feb. (Apcom) – Il gestore di un parcheggio a pagamento, anche se incustodito, è comunque responsabile per eventuali furti. A salvarlo dall’obbligo di risarcire non basta il cartello che avverte che la società non ne risponde. Nemmeno se perfino una delibera comunale stabilisce che chi parcheggia lo fa a proprio “rischio e pericolo”. In pratica, secondo quanto stabilito dalla Cassazione, il “contratto di parcheggio” prevede sempre “l’onere della custodia” a carico del concessionario dell’area che incassa dall’automobilista la tariffa stabilita. Proprio come un

qualunque contratto di deposito. Con una sentenza che consentirà alle assicurazioni che hanno risarcito i furti avvenuti all’interno di parcheggi a pagamento incustoditi di recuperare le somme pagate, e a quanti non sono assicurati di ottenere ugualmente un indennizzo, i giudici della terza sezione civile della Suprema Corte hanno confermato una sentenza della Corte d’appello di Milano che ha condannato l’Atm, l’azienda di trasporto pubblico milanese, a pagare per un Suv “scomparso” da un’area di parcheggio, a pagamento ma senza guardiania, gestita dalla stessa azienda municipale.

In particolare, nelle motivazioni della sentenza 1957 viene
sottolineato che “la limitazione di responsabilità, per furto
totale o parziale, riportata nell’avviso all’ingresso dell’area
di parcheggio, è del tutto inefficace” in quanto costituisce una
“clausola vessatoria” e dunque dovrebbe “essere approvata
specificamente per iscritto”. Nonostante, evidenzia la Corte,
l’avviso affisso dall’azienda di trasporto pubblico “richiamasse
il regolamento approvato dalla giunta comunale milanese” con una
formale delibera. In sostanza “non è necessario l’affidamento del
veicolo ad una persona fisica” per far scattare l’obbligo di
custodia. Tale obbligo infatti “prescinde dalla presenza di
persone addette alla sorveglianza” soprattutto quando, aggiunge
la Cassazione, “vi sono sistemi completamente automatizzati per
la procedura di ingresso e di uscita dei veicoli attraverso l’uso
di schede o biglietti magnetici”. Insomma basta pagare il
parcheggio per avere diritto a ritrovare la macchina.

Roo

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