Quasi nove disoccupati su dieci sono disposti a rinunciare alle ferie pur di avere un’opportunità di lavoro.
Ai centri per l’impiego continuano ad aumentare le iscrizioni: nel 2012 quasi 32 mila varesini in coda per un posto di lavoro al collocamento pubblico.
Cresce la disoccupazione, crescono i numeri delle persone che cercano lavoro, ma anche di chi è disposto a fare sacrifici pur di avere opportunità occupazionali, se è vero che un sondaggio Openjobmetis parla di un 87% di interpellati che rinuncerebbero alle ferie per un nuovo lavoro.
Il momento è critico, come attestano i dati dell’indagine “Excelsior” sulle previsioni d’assunzione che indica, per la nostra provincia, un saldo negativo nel 2013 tra ingressi e uscite di ben 2.740 unità: a fronte di 6.640 assunzioni annunciate dalle imprese varesine, sono 9.380 le espulsioni previste tra licenziamenti, dimissioni e pensionamenti.
Così ci si butta sui centri per l’impiego. I dati di questi ultimi – precisano dalla Provincia di Varese che ha competenza sui centri distribuiti sul territorio – potrebbero non essere pienamente corrispondenti al vero, visto che vengono conteggiate le “dichiarazioni di immediata disponibilità”, ovvero le iscrizioni agli ex “uffici di collocamento”, che sono indispensabili per attestare lo stato di disoccupazione ma che non tutti compiono se non sono effettivamente a caccia di un posto di lavoro. A maggior ragione sono dati significativi.
Nel 2012 il numero degli iscritti ai centri per l’impiego ammontava a 31 mila e 963 unità, di cui la maggior parte donne: il 54,12%, ovvero 17 mila e 310 unità. L’anno precedente si era chiuso a quota 28 mila 474, di cui una percentuale ancor più alta di sesso femminile (il 55,12%, per 15mila 716 unità). Significa che in un anno la crescita è stata addirittura del 12,25%.
Ecco che in questo scenario di crescente preoccupazione per la crisi occupazionale si incastra alla perfezione l’indagine condotta da Openjobmetis, agenzia varesina di lavoro interinale, che ha scandagliato la rete per rilevare con un sondaggio che «l’87% degli oltre mille votanti rinuncerebbe alle vacanze estive per una opportunità di lavoro».
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