Sedili, portiere, batterie, porzioni di intelaiature di automobili. Questo quanto rinvenuto ieri mattina dalle Guardie Ecologiche Volontarie in via Riccardo Lombardi a Bizzozero.
Una vera e propria discarica abusiva di porzioni di macchine di cui non si conosce ancora la provenienza, ma che di certo fanno pensare a qualche attività illecita.
La segnalazione al centralino delle Gev è arrivata lunedì mattina da parte di un residente della zona. Ieri il sopralluogo da parte dei “paladini” del decoro urbano i quali si sono trovati di fronte una situazione del tutto inaspettata.
«Abbiamo voluto fare il sopralluogo in presenza della nostra guardia , esperto di macchine e carrozzeria per avere un quadro più completo – spiega , responsabile delle Guardie Ecologiche Volontarie – Ci siamo trovati di fronte una decina di sedili di automobili, uno di questi di una Safira del 2012. Gli altri appartengono a Mercedes e Opel, sembrano essere fabbricati in Cecoslovacchia e risalgono al 2006. Abbiamo anche rinvenuto rivestimenti interni di portiere e la console di una macchina, di tutto e di più».
Il tutto è stato gettato di fronte ai cassonetti del condominio “il Bosco” di via Lombardi. «Chi si è liberato di questi pezzi – continua Gambaro – ha cercato inizialmente di farlo nel boschetto vicino alla via, dove abbiamo trovato delle batterie di auto e tre sedili. Poi, probabilmente ritenendo la cosa troppo impegnativa, devono aver finito di scaricare il tutto prima nei cassonetti del condominio e poi all’esterno».
Due residenti sostengono di aver visto, intorno alle sette di lunedì mattina, un furgoncino bianco e un’autovettura scura aggirarsi nella zona. Resta da capire che cosa ci sia dietro questi ritrovamenti.
Al momento le ipotesi sulle quali si sta ragionando sono due: potrebbe trattarsi di un giro di automobili rubate, dove i pezzi di ricambio normalmente vengono buttati, mentre motori e radiatori trasportati nell’Europa dell’Est per essere rivenduti.
Se questa prima ipotesi dovesse essere verificata, a quel punto entreranno in gioco le forze dell’ordine che porteranno a termine il lavoro iniziato dalle Gev.
La seconda strada ipotizzata è quella di un giro di riparazioni di automobili in nero. A subentrare alle Gev, in questo caso, sarà la Guardia di Finanza.
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