Trovato a Nettuno guerriero preistorico di 5mila anni fa

Trovato a Nettuno guerriero preistorico di 5mila anni fa

Roma, 31 lug. (Apcom) – Un ritrovamento stupefacente, che per l’enormità della scoperta è paragonabile a quella dell’Uomo di Similaun, trovato sulle Alpi Venoste. Stavolta, però, la scoperta avviene in Lazio, ad un passo da Roma: lo scheletro, quasi intatto, di un guerriero databile al terzo millennio avanti Cristo, piena età eneolitica (tra il neolitico e il bronzo) all’interno di una tomba nella quale si celava, oltre

al corpo dell’uomo, anche il suo corredo funebre composto di frecce di selce e vario vasellame in ceramica. Un uomo preistorico che a Nettuno, alle porte di Roma, parla ancora di sè e della sua epoca. A presentare l’enorme scoperta il comandante dei carabinieri del reparto tutela del patrimonio culturale Raffaele Mancino, la sopraintendente archeologica del Lazio Marina Sapelli Ragni e il responsabile archeologico dell’area Francesco Di Mario.

Tutto è accaduto il 16 maggio scorso, quando nell’area di Torre Astura vicino al poligoni di tiro i carabinieri, in servizio aereo di perlustrazione dell’area archeologica, hanno notato una sorta di ‘spaccatura’ nel terreno dovuta all’erosione marina: in pratica, è stato il mare a rivelare al mondo la tomba e il mare stesso avrebbe potuto distruggerla, se nessuno se ne fosse accorto e si fosse alzata la marea.

Lo scheletro dell’uomo, un guerriero preistorico, che ha dormito per quasi 5000 anni, è quasi completo, mancano solo i piedi, portati via, come ‘antipasto’, dal mare, che ne ha scompigliato i resti. Probabilmente è stato ucciso, visti i segni sul costato e il bacino, in una posizione innaturale. La tomba che lo racchiudeva, adagiato su un letto di argilla, un ovale di 170 centimetri per meno di un metro. Ora lo scheletro e il suo corredo sono a Roma, dove verranno studiati dai tecnici della soprintendenza archeologica del Lazio, in attesa di trovare un posto che sia ‘degno’ di esporre la straordinaria scoperta.

Apa

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