Il pallone in rosa di Varese Fa il pienone di spettatori

Il pallone in rosa di Varese
Fa il pienone di spettatori

Il calcio è sempre protagonista delle serate estive. Mondiali, Europei,non fa eccezione neppure l’allenamento della squadra femminile del quartiere.

I residenti di San Fermo, infatti, hanno preso l’abitudine di riunirsi sulle tribune del campo di via Monte Cristallo per guardare la preparazione atletica e le partite amatoriali.

Protagoniste indiscusse sono le atlete della squadra dell’associazione dilettantistica calcio femminile Varese. Affiliata alla Fgc, l’associazione vanta una squadra in serie D, una giovanile e una amatoriale del Csi in cui giocano insieme anche una madre e una figlia. Un fatto più unico che raro che riempie l’associazione di orgoglio, perché nel Csi l’importante è divertirsi e stare insieme.

«Siamo nati nel 2001 e, con alterne vicende, siamo arrivati a 13 anni di attività – spiega il presidente – Da tre anni abbiamo in concessione il campo di San Fermo, dove ci siamo inseriti molto bene. Durante gli allenamenti abbiamo persino un numero inaspettato di persone che, invece di andare al bar, vengono a vedere l’allenamento delle ragazze. Abbiamo avuto quindi un impatto positivo per il rione, che ora ha un’occasione di aggregazione in più».

Dal 2005 al 2009, l’associazione vantava sei squadre di calcio, dalle “pulcine” alla prima squadra, per un totale di 100 atlete. Adesso, invece, di giocatrici ce ne sono 50.

A breve inizierà la preparazione atletica che prevede allenamenti tutti i giorni. Poi le ragazze si daranno appuntamento il martedì e il giovedì dalle 18.30 alle 20, sempre nel campo di calcio del quartiere. La prima squadra si allenerà negli stessi giorni, ma dalle 20 alle 22.

«Negli anni ho visto che i genitori sono diventati più propensi a lasciare giocare a calcio le figlie. Il calcio, dalla sua, ha smesso di essere considerato lo sport maschile per eccellenza – dice Dorizzi – Una volta si diceva che il calcio cambiava il corpo, facendo venire “le gambotte” alle donne. Ma adesso si è capito che non è vero, tanto è vero che abbiamo atlete con tutti i fisici».

Dopo i 14 anni, le ragazze diventano meno veloci dei maschi. Ma le bimbe, quando hanno tra gli otto e i dieci anni, riescono a battere i coetanei. «A tecnica e a grinta le ragazze non hanno nulla da invidiare ai maschi» dice il presidente.

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