Frates: «Dopo la scintilla arriva sempre la luce»

La serata di Fabrizio Frates fa tanto Natale: perché lunga è stata l’attesa, intensa l’emozione, dolce la soddisfazione.

E non è un regalo, bensì il frutto di una fiducia rimasta forte anche quando si navigava controvento. Varese torna a vincere in casa e lo fa bene, rinsaldando anche la panchina. L’ultimo minuto del coach è eterno: se potesse entrerebbe in campo anche lui, è un leone in gabbia. Poi, quando è chiaro che è finita – alley-hoop finalizzato da Polonara – ritrova il consueto aplomb e si tuffa negli spogliatoi senza alzare lo sguardo alla folla in visibilio.

Consuma intimamente una rivincita che non ammetterà mai, però mettetevi nei suoi panni: ha resistito alla tormenta di un autunno terribile, tra sconfitte e critiche feroci. Da tempo parlava di progressi, di crescita, di segnali positivi: vederli trasformati in un agognato referto rosa premia il lavoro – svolto a testa bassa, come l’uscita dal parquet – e consente all’architetto di disegnare un arcobaleno dopo il diluvio.

Frates è in borghese, sollevato e sorridente: «Era importante vincere, ma mi piace sottolineare come sono arrivati questi due punti: con una prestazione molto buona, a conferma di una crescita che si era già intravista. Abbiamo difeso bene e attaccato bene, distribuendo a dovere i tiri, facendo spesso canestro, smistando ben 16 assist, segno di coralità e lucidità. Dopo un primo quarto dominato, abbiamo avuto un solo vero sbandamento, nel secondo periodo: dopo il terzo fallo di Rush, quando non era più possibile proporre la zona e siamo stati costretti ad accoppiamenti difensivi non ottimali» Spende parole dolci per Ere: «Ha giocato da capitano: è esploso nella seconda parte, giovandosi del cambio di marcatura ma soprattutto del suo carattere e della sua classe. Abbiamo bisogno di concretezza, lui ce l’ha data».

Ora c’è Cremona: «Vincere fuori sarebbe un ulteriore segnale, tanto più in una partita fondamentale per la classifica».

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