Il triste addio a un anno buio

Il triste addio
a un anno buio


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26-20, 56-45, 86-68


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Goss 8 (2-6, 1-3), Jones 7 (1-2, 1-1), D’Ercole 3 (1-1 da 3), Hosley 15 (6-9, 1-4), Mayo 12 (2-2, 2-5), Alviti, Baron 16 (4-4, 2-2), Moraschini 10 (3-4, 1-3), Mbakwe 22 (7-8), Kanacevic 6 (2-3). Ne: Righetti, Tonolli. All. Dalmonte.


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Scekic, Sakota 11 (2-3, 2-4), Rush (0-3, 0-1), Banks 11 (3-5, 0-2), De Nicolao 16 (2-5, 4-7), Testa (0-1 da 3), Stoglin 8 (1-2, 2-3), Johnson 13 (3-5, 2-4), Balanzoni, Mei 2 (1-1, 0-2), Ere 16 (3-4, 3-7), Polonara 13 (5-9, 1-3). All. Bizzozi


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Mattioli, Mazzoni, Quarta


Da 2: R 27-38, V 20-37. Da 3: R 9-19, V 14-34. Tl: R 18-21, V 8-12. Rimbalzi: R 30 (5 off., Mbakwe 7), V 28 (12 off., Johnson 9). Assist: R 18 (Goss 5), V 14 (De Nicolao 4). Perse: R 12 (Jones, Mbakwe 3), V 11 (Stoglin 3). Recuperate: R 6 (Kanacevic 2), V 4 (Ere 2). Usc. 5 falli: nessuno. Spettatori: 2.078.

L’ultimo giorno di scuola della Cimberio non è esattamente un giorno di festa. Senza più obiettivi da conquistare, Varese tiene Roma sotto per una manciata di minuti appena, regalando infine all’Acea la certezza del sesto posto in classifica, che significa quarti di finale playoff contro Cantù.

Vietato mostrare una faccia diversa rispetto alle ultime uscite: questo l’input di coach Bizzozi alla vigilia, e Varese in effetti parte mettendo in campo buona determinazione. L’avvio di primo quarto è di marca biancorossa, con Johnson che finalmente, dopo averla cercata invano per troppe partite, piazza la tripla che porta la Cimberio sul 13-8, massimo vantaggio esterno che non si rivedrà piu. Roma tiene testa agli ospiti con Mbakwe e Hosley, poi passa con l’ex Goss, a segno da tre punti per il 17-16. I due liberi di Banks, per una volta non il miglior realizzatore biancorosso, fissano l’ultimo vantaggio varesino sul 17-18, poi è praticamente un monologo capitolino, fino al 26-20 con cui si arriva al primo intervallo breve.

Johnson accorcia in apertura di secondo quarto, ma la Cimberio comincia immediatamente dopo a dimostrare di non avere proprio nulla da chiedere al match. E Roma allunga con Moraschini, Baron e Kanacevic, con Stoglin, in campo già da fine primo quarto, che due volte annulla il massimo vantaggio avversario del primo tempo (+13) piazzando triple pregevoli. Non basta però, perché Roma tiene il ritmo alto e vola fino al 56-45 sul quale si va al riposo.

Punteggi alti e netta prevalenza degli attacchi sulle difese. In apertura di secondo tempo si vede però anche tanto spettacolo, con quattro triple consecutive, che portano le firme di Polonara, Jones, De Nicolao e Mayo. Seguono una schiacciata, ancora di Polonara, e due alley oop, di Johnson e Mbakwe. Ebi Ere riporta Varese a -5, sul 66-61, confermando di aver scelto la serata più inutile per piazzare una delle sue migliori prestazioni di questa brutta stagione (miglio realizzatore insieme a De Nik, 16 punti).

Ma ogni volta che Roma accelera, Varese si ammoscia. Il finale di terzo quarto è da incubo: la Virtus dilaga fino al 86-68, massimo vantaggio da cui si riprende dopo l’ultima sosta, con la Cimberio che di nuovo si avvicina, illudendo la manciata tifosi biancorossi presenti al match, con le triple di Sakota e De Nicolao che riportano fino a -6.

La chiudono definitivamente Mbakwe e Jones. Per un 99-90 e un decimo posto finale che mai potranno essere definiti indimenticabili.

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