Stefano Sottili ha vissuto un’annata che nessun allenatore si augurerebbe mai. Il suo debutto in B è stato segnato da un esonero a cui è seguito il reintegro ma ora l’allenatore è tornato a rischiare il licenziamento. Le ultime cinque sconfitte consecutive hanno proiettato sul Varese l’ombra della retrocessione. Uno spettro terribile che potrebbe avere reale consistenza se Sottili non riuscirà a ritrovare la chiave per riaccendere i biancorossi, spenti e impalpabili ormai da troppo tempo.
Come rivitalizzare il Varese? Attraverso il conto emozionale che proprio Sottili ha aperto l’estate scorsa con i suoi giocatori e che, a questo punto , dovrebbe avere un saldo positivo.
Il conto emozionale fra l’allenatore di Figline Valdarno e i tifosi è ancora più che positivo: la sua emozione al raduno di luglio al Palace e le sue lacrime davanti ai tifosi, viste qualche giorno dopo in piazza Monte Grappa, sono entrate nel cuore di chi ama il Varese e considera Sottili intoccabile. Che cosa sarebbe successo se Carmine Gautieri avesse perso cinque partite di fila? Minimo, la gente avrebbe gettato in campo una ghigliottina. Ma a Sottili si può perdonare tutto proprio per il conto emozionale aperto al suo arrivo in biancorosso con i tifosi.
Di questo conto emozionale fa parte l’abbraccio fraterno all’amico Alessandro Andreini: un gesto bellissimo che tutti abbiamo notato quando Sottili ha rischiato per la prima volta il posto, a novembre. Il 2-0 al Crotone aveva rinsaldato la panchina di Sottili che, però, sarebbe stato allontanato inspiegabilmente una settimana più tardi, dopo lo 0-2 di Lanciano.
Quando il tecnico viene messo in discussione sa salvarsi sempre e siamo convinti che, anche stasera, farà capire di che pasta è fatto.
L’amicizia fraterna fra Sottili e Andreini è nata proprio ai tempi dello Spezia, quando i due vestivano la maglia bianconera: «In Liguria – dice l’allenatore del Varese – ho vissuto quattro stagioni indimenticabili ma ora conta solo il Varese. Non mi interessa la qualità della prestazione perché serve solo fare punti». Lo stesso pensiero è il chiodo fisso di Devis Mangia, ex che sa di non poter sbagliare per agganciare i playoff. Mangia è una creatura del Varese e di Ricky e Sean Sogliano: ha vinto la serie D in biancorosso, nel 2006, e, cinque anni dopo, alla guida della sua impareggiabile Primavera, ha sfiorato lo scudetto.
«Nel Varese non c’è Pavoletti – dice Devis – ma l’assenza non ci avvantaggia perché, quando manca il big, una squadra sa moltiplicare gli sforzi. E poi non dobbiamo dimenticarci l’andata». I biancorossi avevano battuto 4-0 lo Spezia ma sulle due panchine c’erano Gauitieri e Stroppa, che sarebbe stato sostituito subito dopo lo scivolone del Franco Ossola da Mangia. A Masnago era stato Pavoletti ad aprire le danze e adesso l’attaccante è squalificato: non potrà rinnovare il duello a distanza con Ebagua, il più prolifico centravanti nella storia del Varese con 41 gol. Gli ancora amatissimi Devis e Giulio (ma nello Spezia c’è pure Carrozza) tenteranno di battere la squadra con cui hanno scoperto emozioni indimenticabili. Il loro compito non sarà però facile perché Sottili vuole sopravvivere e portare il Varese alla salvezza. In bocca al lupo, caro mister. E Forza Varese.
© riproduzione riservata













