In fila per il Poz? No, Poz in prima fila

Si è presentato al PalaWhirlpool ieri mattina alle 10.30, malgrado l’ora X fosse fissata soltanto per le 16. , 29 anni, da Ferrera, è il primo abbonato 2014/15 della Pallacanestro Varese. Una gioia doppia, perché la sua idea di anticipare così tanto l’arrivo a Masnago gli è valsa un regalo speciale.

«Lascia, faccio io» gli ha mormorato il Poz al momento di versare la quota annuale per un posto in curva nord. «Sono felicissimo – racconta Luca – E il Poz mi ha anche detto di farmi dare il suo numero e chiamarlo, così mi offrirà una pizza», aggiunge sorridente il primo abbonato biancorosso.

Diseredati e pendolari

Felice della sua piazza d’onore anche l’abbonato numero 2, giunto da un’altra capitale del basket. «Sono di Milano, ma in vita mia ho sempre tifato Varese e per questo, a detta di mio padre, mi sono giocato l’eredità – commenta il 49enne – Ero abbonato ovviamente anche nel 1999, l’anno della Stella, e dal mio punto di vista Pozzecco di qui non è mai andato via: Pozzecco è Varese».

Un’euforia che coinvolge anche chi, 15 anni fa, era soltanto bambino, ma già biancorosso nel cuore. «L’entusiasmo per il ritorno del Poz è grandissimo, anche se la squadra non c’è ancora», racconta il terzo abbonato, , 22 anni, presenza fissa al PalaWhirlpool già da quasi un decennio. «Dello scudetto ricordo la grande festa e l’emozione che mi dava all’epoca entrare al palazzetto, perché già in quella mitica stagione mi capitò di assistere a qualche partita».

Giù dal podio il primo abbonato dello scorso anno, , rappresentato ieri a Masnago dal padre : «Mio figlio vive e lavora a Cremona e questa volta ha mandato me. Ma ogni domenica sarà qui, come sempre da vent’anni». Fede biancorossa e questioni di famiglia, del resto, vanno di pari passo: «Pensate che mio nipote, che ha 5 anni, si chiama guarda caso proprio Gianmarco», aggiunge Gilberto Tamborini.

«Io ho chiamato i miei due figli e », gli fa eco , in fila per fare tre tessere: per se stesso e ovviamente per i due ragazzi, di 11 e 14 anni, che ancora non erano venuti al mondo quando Varese svettava per l’ultima volta sul trono d’Italia, ma a che a quell’impresa sono, evidentemente, in qualche modo legati.

Giovani ma già grandi tifosi. Come e , fidanzati poco più che ventenni: «L’ho convinta io ad abbonarsi, promettendole che ci saremmo divertiti tanto», racconta Marco. «Insieme abbiamo guardato anche i video di quel leggendario scudetto», aggiunge Sara, pronta alla sua seconda stagione sulle tribune di via Manin.

Fra i primi venti tifosi in coda, è il più giovane in assoluto ed è anche l’unico nuovo abbonato del lotto: «Ho 19 anni e, dopo aver assistito a qualche partita dell’ultimo campionato, quest’anno ho deciso di fare la tessera. Per il Poz ovviamente, e per la fede biancorossa che ho ereditato da mio padre, abbonato ai tempi dello scudetto».

Scudetto che è stato anche il motivo per cui , 30 anni, si è appassionato al basket «seppur da solo, in una famiglia di calciofili». invece ama il basket a 360 gradi: segue Varese da vicino e con affetto, «ma sono anche uno di quelli che di notte sono capaci di star su fino alle 3 o alle 4 del mattino per gustarsi una partita di Nba».

Non bisogna essere sportivi per forza, comunque, per correre al palazzetto: «Io per esempio sono qui per mia moglie e i miei figli e , tutti e tre abbonati da trent’anni e desiderosi di scoprire che squadra sarà», spiega .

«Torno dopo dieci anni perché Pozzecco è una garanzia – commenta – Tutto ciò che gli chiedo è di farci divertire il più possibile». «Il Poz in panchina è un azzardo alla Conte – afferma invece , che insieme al fratello siederà in curva – Partiamo comunque con grande fiducia: le prime dieci partite diranno tanto».

Stesso settore anche per . «Dopo tanti anni in tribuna, ho scelto di spostarmi in curva nord perché trovo che da lì tutte le emozioni si vivano in maniera ancora più piena».

Emozioni che ben conoscono coloro che, fra i tanti che ieri sono accorsi in via Manin (158 a fine giornata, di cui 8 Sostenitori+), hanno potuto vivere in prima persona i trionfi più grandi. «Lo scudetto del ’99 è ciò che ci ha fatto avvicinare al basket» raccontano e , marito e moglie. «Siamo qui perché ci divertiamo, anche se è cambiato tutto rispetto a quell’epoca», aggiungono e , abbonati da decenni.

«Ho fatto la tessera per la prima volta nel 1971 e a quei tempi era un orgoglio andare in trasferta anche in Coppa dei Campioni», dice . «Sono abbonato da oltre trent’anni e ho tanti ricordi bellissimi, ma se oggi sono qui è perché tutti quanti siamo disposti a comprare a scatola chiusa, credendo fortemente nel progetto», conclude .

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