Didì-Vavà-Pelè: tre nomi che sono musica, una filastrocca immortale recitata a ritmo di samba.
Christian Buongiorno era un bambino quando sentiva raccontare dal papà le gesta di quelle tre leggende verdeoro (e di Rivelino, Garrincha, Djalma Santos…). «La mia passione per il Brasile è nata così – racconta Christian, che oggi ha 44 anni e dal 2005 vende spazi pubblicitari per “La Provincia di Varese” – Da bambino il mio sogno era quello di giocare un giorno nella nazionale brasiliana, non in quella italiana. E molti miei amici mi insultavano per questo… Ho preso anche i rimproveri di mio nonno che mi vide in lacrime dopo il 3-2 dell’Italia sul Brasile ai mondiali dell’82».
La “mania verdeoro” col tempo non si è attenuata, anzi. E potete immaginare cosa abbia provato Buongiorno mentre assisteva alla débâcle della squadra di Scolari con la Germania. «E pensare – racconta Christian – che prima della partita ero fiducioso, tanto che al Fantamondiale ho scambiato il portiere tedesco Neuer con Julio Cesar. Ragionando da tifoso mi sono detto: “Il Brasile vincerà, quindi Neuer prenderà gol”. Beh, mi sono sbagliato, ma rifarei altre mille volte quella scelta fatta col cuore».
Una serata difficile, assurda, quella di martedì, per tutti gli innamorati del Brasile. «Su Facebook ho scambiato messaggi di incredulità con alcuni miei amici che hanno sposato donne brasiliane – continua Christian – Stentavamo a credere a ciò che stava succedendo a Belo Horizonte. Però devo dire che alla fine è giusto così: in questo momento la Germania è molto più forte del Brasile. Anche con Thiago Silva e Neymar in campo, le cose non sarebbero andate molto diversamente».
Delusione per il risultato a parte, resta intatta – se non rafforzata – la passione per i colori verdeoro: «Sono tante le emozioni che mi ha regalato la Seleçao – continua Buongiorno – Se devo scegliere due partite che mi hanno particolarmente entusiasmato, dico la vittoria sulla Spagna nella Confederations Cup, con la doppietta di Fred (altro giocatore che ho voluto tenere al Fantamondiale, nonostante tutto), e la finale con la Germania ai mondiali di Giappone e Corea, con due gol di Ronaldo: il Fenomeno è stato l’ultimo giocatore capace di emozionarmi davvero, nonché il brasiliano che ho ammirato di più insieme a Zico».
In Brasile, Buongiorno c’è stato due volte: a Rio de Janeiro e Maceió: «Non dimenticherò mai quando dei ragazzi brasiliani mi hanno invitato a giocare a calcio con loro, in spiaggia – ricorda Christian – Naturalmente hanno vinto loro, erano fortissimi. Ma è stata la sconfitta più bella della mia vita».
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