– La polizia di Stato sta acquisendo in queste ore le immagini delle telecamere esterne piazzate nel raggio di due chilometri dal negozio svaligiato nella notte tra venerdì e sabato. Si punta a un controllo incrociato sulle targhe dei mezzi che quella notte hanno transitato in zona. Ad interessare gli investigatori sono in particolare i furgoni. E quello il mezzo che si suppone i ladri abbiano utilizzato per allontanarsi dopo il colpo. Un mezzo certamente non posteggiato nelle immediate vicinanze del negozio per non dare nell’occhio. I ladri avrebbero infilato tutto in capienti borsoni allontanandosi a piedi. Niente rumori, niente furgoni piazzati in una zona dove sarebbero certamente stati notati. Si lavora in queste ore per monitorare le targhe. Il sospetto è che il mezzo utilizzato per il furto possa essere stato rubato in precedenza. Ed è quel mezzo che gli inquirenti cercano. E che potrebbero, una volta individuato, seguire, attraverso altre telecamere, nel suo percorso di fuga. È un inizio per arrivare agli autori del furto più clamoroso mai registrato a
Varese. Al vaglio, ovviamente, anche le immagini dell’interno: anche se i ladri erano a volto coperto e almeno in due indossavano i guanti. Nulla viene lasciato al caso. Alla scientifica le analisi sono in corso sul piede di porco utilizzato dai malviventi per lo scasso della porta sul retro dalla quale hanno avuto accesso al negozio e con il quale hanno cercato di forzare anche le cassaforte interne al negozio per riuscire ad avere accesso anche all’incasso qui depositato. Purtroppo sull’attrezzo al momento non sarebbero state trovate impronte leggibili al momento. E sempre in tema di impronte la scientifica sta lavorando per escludere le commesse che lavorano nel negozio quali titolari dell’impronta femminile ritrovata sul luogo del furto. Anche se la clientela della boutique è quasi esclusivamente composta da donne e il dettaglio potrebbe rivelarsi inutile. Intanto gli inquirenti reperiscono informazioni negli ambienti della criminalità specializzata in furti di alto livello. Basterebbe arrivare a un componente della banda per poi identificare, attraverso le sue frequentazioni, il resto del commando di specialisti, gli uomini d’oro.













