BUSTO ARSIZIO La scuola del cinema a Villa Calcaterra? Benissimo, purché si faccia: l’idea di destinare una parte della storica dimora sinaghina all’istituto cinematografico Michelangelo Antonioni non dispiace (anche se alcuni sinaghini caldeggiavano diverse ipotesi). Ma ormai se ne sono sentite troppe: sede di associazioni musicali, museo, commissariato, distaccamento dell’ente provinciale.
La giunta ha approvato l’altro ieri un atto di indirizzo: è un passo concreto, certo, ma è solo un primissimo passo. Lo conferma anche il presidente della B.A. Film Factory Gabriele Tosi, pure molto soddisfatto della soluzione trovata: «Noi siamo pronti a fare i salti mortali per entrare già a ottobre, quando inizierà l’anno accademico, ma è molto probabile che i lavori dureranno un po’ di più».
Ma sul capitolo di Villa Calcaterra, i sinaghini hanno imparato a non farsi illusioni: da troppi anni circolano ipotesi di vario tipo, e per la realizzazione degli uffici pubblici sono anche stati svolti i lavori. Eppure la villa è sempre lì com’era: bella e abbandonata (pure con qualche erbaccia). «Prima di tutto, vorrei capire bene i termini della questione, e chiederò lumi nella prima commissione utile – dice Valerio Mariani, capogruppo del Pd in consiglio comunale – posso dire però che se personalmente avrei preferito altre destinazioni, come la nuova sede del commissariato, è pur vero che mi sembra positivo ci sia un interesse per ridare vita a un immobile così importante».
Laura Campiglio
m.lualdi
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