Roma, 3 ago. (Apcom) – Circa un terzo delle famiglie italiane
spendono ogni mese più per le sigarette che per l’istruzione dei
propri figli: è quanto avviene, in ordine, in Campania, Sicilia,
Abruzzo, Sardegna e Lazio. Mentre in altre tre regini – Toscana,
Piemonte e Val d’Aosta – la spesa per i tabacchi è la stessa
sostenuta per la scuola. I dati, contenuti nelle ultime
rilevazioni Istat, sono stati estrapolati e messi a confronto
dalla rivista Tuttoscuola.
“Nel 2006 mediamente la famiglia italiana – scrive la rivista specializzata – ha speso 27 euro mensili per l’istruzione, mentre nel 2007 ha speso `solo’ 25 euro, la stessa spesa confermata anche nel 2008. Infatti su una spesa media mensile complessiva di 2.485 euro, la famiglia media italiana, spendendo per l’istruzione soltanto l’1%, è risultata in calo rispetto al 2006 dello 0,1% (stabile rispetto al 2007)”.
Tuttoscuola fa rilevare che a fronte di “una media nazionale di una spesa media pari all’1% del totale spese delle famiglie, Trento consuma il 2,1% per istruzione per una spesa complessiva mensile di 2.600 euro mensili, seguita da Molise, Basilicata e Calabria (1,8%). La Val d’Aosta, in valori assoluti e percentuali, è la provincia – continua Tuttoscuola – dove le famiglie hanno speso meno per l’istruzione nel 2008: 0,7%, pari a 17,5 euro mensili”.
Secondo il mensile quello ripreso dall’Istat è probabilmente solo “un dato simbolico. Forse non vuol dire nulla, forse vuol dire qualcosa, certamente aiuta a riflettere”. Poi però Tuttoscuola entra nel merito delle polemiche che nella scorsa settimana hanno tenuto banco sul fronte dell’istruzione: “in questi giorni nei quali si parla tanto di divario tra nord e sud (e così poco di puntare sull’istruzione per colmarlo), chissà che questo dato non spieghi qualcosa”.
“Forse qualche pacchetto di sigarette in meno e qualche ripetizione o qualche corso di riconversione in più – conclude la rivista diretta da Vinciguerra – aiuterebbe le famiglie meridionali, ma anche di altre regioni, ad accrescere le proprie opportunità. Con beneficio anche per la salute”.
Analizzando il trend degli ultimi anni, si scopre anche che la spesa per l’istruzione della famiglia italiana tra il 2006 e il 2008 è leggermente diminuita: tra i beni di consumo l’istruzione è scivolata, nella media nazionale, al penultimo posto per spese mensili delle famiglie. Seguita soltanto, e nemmeno in tutte le regioni, dalle spese per consumo di tabacchi.
Alg
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