Roma, 9 feb. (Apcom) – Antonio Di Pietro voterà contro il disegno
di legge sul testamento biologico, perchè è convinto che il
Parlamento debba “regolamentare il diritto alla vita ma anche un
altro a cui credo profondamente: il diritto di morire
dignitosamente”. In un’intervista alla Stampa il leader
dell’Italia dei Valori spiega le ragioni del suo voto negativo al
provvedimento del governo e in merito ai capigruppo del partito
alle Camere favorevoli all’iniziativa del governo avverte: “Non
cominciamo a dire che l’Idv è spaccata… Non può esserci un
partito che su un tema così delicato, così drammatico possa
imporre ai parlamentari il voto”.
Il ddl del governo non va bene perchè, secondo Di Pietro, “parla
soltanto del caso di Eluana Englaro, non affronta come dovrebbe
il tema più complesso del testamento biologico” di cui è
necessario che il Parlamento si occupi, “nelle forme più ampie e
nel modo più autorevole. “Se mi trovassi in una condizione
terminale – dice Di Pietro – vorrei una mano pietosa che mi
aiutasse a chiudere gli occhi ma se devo essere io a chiuderli si
fermerebbe”. Infine difende l’operato del Capo dello Stato
dicendo che “bene ha fatto Napolitano, Berlusconi voleva forzare
la mano, voleva far trovare il Parlamento di fronte ad un fatto
compiuto… Ha fatto bene perchè ha stoppato un’altra legge ad
personam… Una legge che scavalcava una sentenza” introducendo
una “prassi pericolosissima, replicabile domani per scopi
diversi”. Per Di Pietro Berlusconi “sta soltanto marciando sulla
pelle di Eluana” ed è afflitto da “un delirio di onnipotenza”
dettato da “ansie da dittatorello. Da caso psicologico sta
diventando un caso psichiatrico”.
Vep
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