– In dieci anni Varese ha perso il 35% delle sue stalle e con l’imposizione dell’Unione Europea di utilizzare anche latte in polvere per la produzione di formaggi rischia di perdere 13 delle sue eccellenze più tipiche. Il grido d’allarme arriva da Coldiretti: «Stiamo vivendo una fase di acuta ristrutturazione del sistema produttivo alla quale si sono aggiunti la crisi economica che dal 2008 sta stringendo il nostro Paese in una morsa e il crollo del prezzo del latte alla stalla per il quale oggi gli allevatori prendono anche meno di 36 centesimi al litro, un valore che non basta neppure a comprare un caffè al bar», affermano il direttore di Coldiretti Varese Francesco Renzoni e Paolo Zanotti, membro di giunta Coldiretti Varese e presidente Associazione Provinciale Allevatori. Rispetto alla scorso anno la caduta delle quotazioni, causata dalle importazioni di latte e semilavorati dall’estero, ha creato un buco di quasi 200 milioni di euro nel sistema zootecnico regionale. «E sarebbe stato anche peggio se non avessimo avuto almeno la metà del latte valorizzato grazie al circuito
del Grana Padano e degli altri formaggi Dop», afferma il presidente di Coldiretti Lombardia Ettore Prandini. «Per i prodotti caseari che non sono a denominazione di origine protetta, come ad esempio la maggior parte delle mozzarelle e dei formaggi freschi, invece la legge non impone l’utilizzo di materia prima italiana e non impone neppure l’indicazione in etichetta dell’origine del latte utilizzato, che molto spesso viene importato dall’estero». Infatti sono stranieri 3 cartoni su 4 di latte a lunga conservazione e la metà di tutte le mozzarelle vendute in Italia. Coldiretti punta il dito contro l’Unione Europea che impone l’utilizzo anche di latte in polvere per la produzione dei formaggi. «Con il via libera alle polveri sarebbero quindi a rischio anche i formaggi tipici tradizionali lombardi presenti in ogni provincia e a volte su più territori: 13 a Varese, 24 a Bergamo, 29 a Brescia, 14 a Como, 15 a Lecco, 8 a Lodi, 7 a Cremona, 5 a Monza, 5 a Milano, 5 Mantova, 8 a Pavia, 18 a Sondrio», conclude Coldiretti in una nota ufficiale.













