Un cancello per difendere piazza Canonica dalle notti brave e dal degrado? L’idea è stata portata ieri in Giunta a seguito della richiesta formulata da 25 residenti stanchi di schiamazzi e di giovani che trascorrono in quella piazza notti a base di alcol e droghe leggere. Ma quella è una zona vincolata tanto che gli assessori e il sindaco non possono esprimersi senza il parere della
Soprintendenza alle Belle Arti. Se i residenti sono arrivati a chiedere un cancello è perché non ce la fanno proprio più. Sono tenuti in scacco da ragazzini di età compresa tra i 16 e i 24 anni. Giovanissimi che considerano piazza Canonica una zona senza regole, dove è possibile sballare indisturbati, buttare dietro di sé bottiglie e lattine, e persino vomitare, urinare e defecare liberamente.
La soluzione proposta dai residenti è quella di installare un cancello automatizzato, programmato per rimanere chiuso dalle 21 alle 6 del mattino. Ovviamente, chi abita lì sarebbe dotato di un telecomando per aprire e chiudere il cancello per rincasare, uscire, o per consentire a un’ambulanza di passare. Uno dei problemi legati alla posa del cancello, infatti, sarebbe legato alle caratteristiche della piazza, che è zona di pubblico transito. La Giunta ha deciso di sottoporre il caso alla Soprintendenza delle Belle Arti che dovrà fornire un parere. Stiamo infatti parlando di una zona artistica, con vincoli monumentali, su cui il comune non può agire in autonomia. Il cancello, inoltre, nel caso fosse approvato, rappresenterebbe un elemento esterno, che dovrebbe coniugarsi con la storicità della zona ed essere progettato ad hoc.
«Io sono favorevole a questa proposta » dice , assessore alla Sicurezza, a fronte dei passaggi effettuati dalla polizia locale nella zona, delle lamentele arrivate dai cittadini, e del degrado che rimane anche di giorno a testimonianza delle attività che si sono svolte di notte. «Il punto non è dire se questa è o non è una buona idea. Piuttosto, a me sembra che contro fenomeni del genere ci sia poco altro da fare – commenta, assessore all’urbanistica – Il degrado è difficile da fronteggiare, anche perché ubriacarsi non è reato e il fenomeno dello spaccio deve essere dimostrato». «In quella zona, tra le altre cose, ci sono le telecamere. Ci si illude che guardando le persone con una telecamera si possano prevenire i reati, ma non è così». E ancora: «Il problema è che lo spazio pubblico viene considerato terra di nessuno invece che un luogo di tutti. Certo, bisognerebbe insistere di più a livello educativo, anche perché altrimenti, per assurdo, si potrebbe arrivare a recintare tutta la città». Chiudere piazza Canonica costituirebbe un precedente. A seguire, i residenti potrebbero insistere per recintare vicolo Canonichetta, che è un’altra zona dove spesso vengono segnalate brutte frequentazioni. E poi chissà quali altre zone, per tenere alla larga writers, clochard, sporcaccioni che abbandonano immondizie. Qualche tentativo di mettere cancelli c’è già stato, ma non si è mai concretizzato. I residenti avevano proposto, per esempio, di chiudere il passaggio che porta da via Carrobbio a piazza Ragazzi del ’99, senza che il progetto sia mai arrivato a destinazione.













