«Marantelli-Fontana? Assurdo È un colpo di coda del passato»

La corsa (quasi certa) dei big per Palazzo Estense scatena gli avversari già in campo. Zanzi (Varese 2.0): «Attenti al Sassuolo...». Steidl (M5s): «Avanti senza alleanze»

Fontana e Marantelli in campo, per gli “altri” candidati è solo «un colpo di coda della vecchia politica». E , sfidante di Marantelli alle primarie, non ha paura: «A volte anche il Chievo vince in casa Juve». Reazioni diverse alla notizia che due big della politica varesina stanno per mettere il loro volto nell’arena delle amministrative 2016. Con ruoli diversi, perché pensa a una lista civica mentre farà le primarie della coalizione Pd-Varese 2.0. «Innanzitutto non facciamo passare il messaggio di una sfida Fontana-Marantelli perché il sindaco attuale non può ricandidarsi – sottolinea Zanzi, fondatore di Varese 2.0 – lasciamo la parola agli elettori, che sono in grado di giudicare la bontà delle persone e delle proposte. Il candidato nuovo sono solo io».

La presenza di nomi poco 2.0, di lunga militanza nei palazzi, potrebbe favorire chi punta sul cambiamento: «Mi auguro che possa essere un vantaggio – ammette Zanzi – Ma non è solo questione di persone e della loro storia, sono il modo di fare politica e la visione della città che devono cambiare. Quando ho deciso di metterci la faccia, non ho pensato agli avversari. So di essere come il Sassuolo che gioca in casa della Juventus ma non è detto che una volta ogni tanto non possa vincere». Gli altri candidati già in pista (tre) sono ancora più netti nel bocciare il «vecchio che avanza», come lo definisce. «Resto esterrefatto – ammette , architetto e candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle – potrei essere considerato di parte, ma sembra quasi che questi politici di lunga data siano convinti che Varese rischi di restare paralizzata senza di loro». Per Steidl infatti si tratta di un «colpo di coda della partitocrazia, forse normale e prevedibile per gli addetti ai lavori». Ma non per chi si propone di portare aria nuova a Palazzo Estense: «Da quanti anni sono in politica Fontana e Marantelli? – la domanda retorica – Nel nostro movimento c’è l’obbligo di fermarsi dopo due mandati, mentre nella vecchia politica questo requisito non esiste, nemmeno di fronte alla decenza». Paradossalmente questa discesa in campo di politici di lungo corso potrebbe rendere più evidente lo scarto con i candidati alternativi: «È il nostro auspicio, che i cittadini si ravvedano e cambino questo trend che va avanti da sempre – afferma Steidl – speriamo che i varesini siano arrivati al punto di rifiuto e che l’indignazione attiva di tanta brava gente prevalga su chi magari sul momento si lamenta, ma poi per un motivo per l’altro fa spallucce e continua a sostenere la vecchia politica partitocratica. Di certo, noi andiamo avanti, e non facciamo coalizione con nessuno tranne che con i cittadini onesti, di buona volontà incensurati, sicuri di fare la cosa giusta».

Anche Andrea Badoglio, candidato per la Lista Varese Civica, è durissimo, in modo bipartisan. Ne ha per tutti. Per Attilio Fontana: «È il vecchio che avanza, la solita vecchia politica che si ricicla». Ma ne ha soprattutto per Daniele Marantelli: “Dio ce ne scampi – afferma – Di una “lista Fontana” se ne sente parlare da tempo, perlomeno lui vive a Varese e si è occupato della città da sindaco, ma Marantelli ormai lo considero un cittadino romano. A Varese e per Varese non ha fatto nulla, si è disinteressato da tempo dei problemi di Varese ed è lontano dalla percezione della realtà che hanno i varesini». Parole forti, anche se il deputato dovrà passare per il voto delle primarie di coalizione: «Primarie farsa – pronostica Badoglio – non si capisce nemmeno perché a questo punto il Pd le faccia. A meno che i varesini non vogliano fare qualche sorpresa, visto che ci sono in campo volti nuovi che darebbero un segnale di rinnovamento».