Il sindaco Fontana in rivolta:"Violerò il patto di stabilità"

VARESE Varese terra soddisfatta per le felici nozze tra cittadini e amministratori. L’indagine pubblicata ieri dal Sole 24 Ore ha stilato le classifiche complete del gradimento popolare per tutti gli enti locali: dalle nostre parti la gente conferma il consenso ai leader della coalizione finita al governo, dal Comune alla Regione e passando dalla Provincia. Mentre il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni (Pdl), aumenta il proprio gradimento di oltre il 12% dal giorno dell’elezione e del 4% dal 2007 passando dal 62% al 66% attuale, scende però al secondo posto in classifica generale per la prima volta in tre anni, scavalcato dall’apprezzatissimo collega siciliano Raffaele Lombardo, sempre per il centro destra, che ottiene il 67%. La coppia siculo-lomabrda alla guida distacca nettamente il resto del gruppo, con Giancarlo Galan, governatore di centrodestra del Veneto, che segue al terzo posto con il 58% dei consensi cresciuti del 3% dal 2007, e poi da Maria Rita Lorenzetti dell’Umbria e Vasco Errani dell’Emilia Romagna, entrambi di centrosinistra, questa volta in calo dall’anno precedente rispettivamente del 2 e dell’1%. Scalando agli enti locali più piccoli spunta in testa alla classifica nazionale anche il nostro presidente provinciale al primo mandato, il leghista Dario Galli. Neanche dieci mesi di governo e già si è guadagnato il decimo posto assoluto sui 101 presidenti in corsa con il 64% di consenso, esattamente come il giorno dell’elezione. Dopo di lui il collega di partito comasco Leonardo Carioni, con un buon 63%; prima di lui invece, con l’eccezione del settimo e ottavo posto di Fiorello Provera (Lega) per la provincia di Sondrio e di Francesco

Giangrandi (centrosinistra) per Ravenna. Da notare infine il poco felice settantottesimo posto del presidente della provincia di Milano, Filippo Penati (centrosinistra), al 50% del consenso che è sceso di quattro punti percentuali dal giorno dell’elezione.Ma Varese festeggia anche il risultato cittadino: il nostro sindaco del Carroccio Attilio Fontana arriva al ventisettesimo posto dei 105 sindaci dei comuni capoluogo. 58% del consenso, dice l’indagine, in perfetta stabilità dal giorno dell’elezione, nel 2006. Al vertice della classifica troviamo però un altro leghista: si tratta del veronese Flavio Tosi, protagonista di rigorose e tempestive ordinanze sindacali in seguito all’approvazione del pacchetto sicurezza del ministro Maroni, lo scorso agosto; anche questo ha contribuito allo strepitoso salto in avanti di ben quindici punti percentuali dallo scorso anno. Parimerito al primo posto Sergio Chiamparino (centrosinistra), sindaco di Torino, e Giuseppe Scopelliti (centrodestra) sindaco di Reggio Calabria. Tra i più noti, da notare il trentesimo posto del sindaco milanese Letizia Moratti e del tretaquattresimo del romano Gianni Alemanno. Anche se il nostro sindaco avrebbe qualcosa da ridire sulla presunta buona amministrazione del comune di Roma, almeno per quanto riguarda l’esclusione della capitale dal patto di stabilità dati gli investimenti per la metropolitana: «E’ una vergogna che ancora una volta chi non sa amministrare sia privilegiato e venga esonerato dalle proprie responsabilità e chi sa amministrare venga penalizzato. Ancora una volta Roma risulta effettivamente privilegiata». Ed ecco l’appello: violare volutamente il patto di stabilità e non accettarne le conseguenze, dice Fontana agli amministratori virtuosi. «In Italia vale la regola che i furbi non pagano mai. Noi almeno abbiamo il coraggio di dirlo apertamente».Francesca Manfredi

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