Per chi suona la campanella: «Noi, più belli dopo 50 anni

La 5A del “Daverio” si ritrova mezzo secolo dopo l’esame di maturità. «Giacche, grembiuli e niente trucco. Proprio come nelle aule oggi...»

VARESE – Si ritrovano 50 anni dopo l’esame di maturità e si trovano più belli di prima. L’appuntamento era fissato ieri, all’una, al ristorante “La Paranza”. Un po’ di emozione, passata subito. La 5A dell’istituto per ragionieri “Daverio” diplomatasi nel 1965, quella che quando era in cattedra il preside Sussio non volava una mosca, si è dimostrata molto più chiacchierona di un tempo. «Del resto quelli erano anni in cui

non si scherzava per niente – dice , diventata professoressa alla “Dante” nell’epoca “degli ombelichi a vista” – Ricordo che noi ragazze dovevamo vestirci con i grembiuli neri che arrivavano al ginocchio e se, anche a 18 anni, qualcuna osava mettere un filo di rimmel veniva spedita in bagno a lavarsi la faccia. Adesso, invece, agli studenti non si può dire niente». «Noi ragazzi eravamo sempre con la giacca» aggiunge .

Capitava che la professoressa Giorgiutti dicesse: «Esci dall’aula, tu sai perché». I compagni a quel punto si guardavano tra loro, come a dire «che cosa mai avrà fatto ?». Risposta: aveva guardato l’orologio durante le spiegazioni di matematica. Insomma, bastava poco per essere ripresi.
«Saranno stati i grembiuli neri, gli occhiali a fondo di bottiglia, l’assenza di make-up, ma vien da dire che adesso siamo più belli» è il commento di , che era compagna di banco di , con cui condivideva tutto, anche il cognome quasi per intero. Addirittura omonimi, invece, sono e , che tutte le volte che un professore diceva «interroghiamo Ambrosetti» tremavano all’unisono. Per il resto: le lezioni di educazione fisica si facevano in quella che era la palazzina dei vigili del fuoco, le merende al Sacro Monte, mai una gita durava più di un giorno.

«Il ricordo più bello è che eravamo una classe molto unita – afferma – Quante serate trascorse al “Mariuccia” sul lago. E che risate quella volta che, per fare una goliardata, appendemmo le ciliegie alle lampade sul soffitto».
Tutte le ragazze – oltre a quelle già citate, c’erano , , , – hanno ricevuto un bracciale con un cuore in ricordo della rimpatriata. Ma la medaglia per il coraggio sarebbe spettata a che ha portato le sue pagelle, non proprio brillanti. Tra i partecipanti anche
. Ma soprattutto, da parte di tutti, un grandissimo abbraccio va a che ha organizzato il rendez-vous «senza Facebook, ma con il passaparola, le e-mail e facendo vere e proprie ricerche». Qualcuno, infatti, per il raduno dei 25 anni, è stato rintracciato attraverso l’anagrafe comunale.