Primarie a quattro: Spatola è fuori E la Lega trema per Galimberti

Conclusa la prima fase “pre-primarie”: si candideranno Dino De Simone, Davide Galimberti, Daniele Marantelli e Daniele Zanzi

– Alle primarie correranno in quattro. La prima fase delle “pre-primarie” si è conclusa mercoledì sera, con la chiusura delle candidature per gli iscritti del Pd. Questi ultimi, per presentarsi, dovevano raccogliere almeno 16 firme tra i 48 membri della direzione cittadina. E ci sono riusciti due su tre. Si candideranno il deputato Daniele Marantelli e l’avvocato Davide Galimberti.Mentre l’ex dirigente del Comune non è riuscito a raggiungere il quorum. Ai due iscritti che concorreranno alle consultazioni con gli

elettori, fissate per domenica 13 dicembre, si aggiungono l’agronomo e l’ambientalista . Zanzi correrà in rappresentanza di Varese2.0. Mentre De Simone, già consigliere comunale Ds, tenterà la corsa da esterno, non avendo rinnovato la tessera del Pd quest’anno. I quattro candidati dovranno ora raccogliere tra le 250 e le 350 firme di cittadini elettori residenti in città entro il 12 novembre: vagliate anche queste altre sottoscrizioni, rimarrà dunque un mese di campagna elettorale prima dell’appuntamento del 13 dicembre.

Marantelli gode dell’appoggio dei fedelissimi e dell’area renziana del partito. Galimberti della maggioranza dell’area ex bersaniana, ma “pesca” trasversalmente in altre correnti, e quindi della maggioranza del partito cittadino.
Zanzi viene sostenuto dalla vasta area civica nata e cresciuta attorno al Comitato Varese2.0. Dino De Simone ha scelto di tentare una campagna elettorale civica, pur provenendo da una forza politica. E rappresenta forse il vero outsider in questa corsa. «Ormai quasi sei mesi fa mi sono dichiarato disponibile a candidarmi alle primarie di coalizione per la scelta del candidato sindaco – dichiara De Simone, annunciando la propria intenzione a presentarsi alla primarie come indipendente – Sono stato il primo a farlo e rivendico la mia idea, espressa più volte, che le primarie dovessero essere di coalizione, aperte alla città, anche quando da altre parti si auspicava una soluzione con un candidato unico e senza primarie».

Quindi tiene a rimarcare: «Da elettore e militante del Pd, ho sempre lavorato per aprire il partito ai cittadini, alla città e alle varie associazioni, consapevole che solo questo passaggio possa liberare energie e offrire qualche opportunità di vittoria alle amministrative 2016».
«Ho rispetto per il processo regolamentare, che obbliga ad una pre-raccolta di firme interne al Pd per chiunque, da iscritto, voglia candidarsi alle primarie di coalizione. D’altro canto, è indubbio per chiunque che questi limiti riducono fortemente la pluralità delle candidature e la capacità di selezione al di fuori dello stretto cerchio partitico».
«Rimango un elettore e un simpatizzante del Pd, ma sono consapevole che oggi per riaffermare e proseguire nel mio percorso, è necessario dare alla mia candidatura una natura civica: per vincere le elezioni della prossima primavera, per cambiare radicalmente il governo e la politica nella città di Varese».
Da capire se ci saranno o meno “infiltrazioni” al voto da parte di elettori non di centrosinistra. Fenomeni di questo tipo erano stati “denunciati” alle primarie nazionali. E con la sfida locale diventa anche più probabile.
Ascoltando i rumors che provengono dal centrodestra, e soprattutto dalla Lega, i timori maggiori si concentrano naturalmente sulla possibile vittoria alla candidatura a sindaco di Galimberti o Marantelli. Ma sembrerebbe essere il primo, Galimberti, a causare le maggiori preoccupazioni, dal momento che rispetto a Marantelli è meno identificabile con la “vecchia” sinistra, e potrebbe pescare maggiormente consenso verso il centro.