«Silenzio per tutti». Poi fuori dall’aula

Al Daverio alcuni studenti di prima hanno chiesto il minuto di raccoglimento non soltanto per Parigi. Si tratta di adolescenti anche italiani e di religione non solo musulmana. Indagini Digos: nessun reato

VARESE – Un gruppo di studenti dell’istituto Daverio di Varese è uscito dall’aula lunedì scorso durante il minuto di silenzio chiesto in memoria delle vittime degli attentati di Parigi.
Si tratta di un gruppo eterogeneo di studenti e studentesse tra i 14 e i 16 anni, non tutti di religione musulmana. Questo è quanto accertato gli uomini della Digos di Varese ieri mattina dopo aver avuto un lungo confronto con la dirigente dell’istituto .

Si tratta di studenti di una delle classi prime del Daverio che conta in tutto 1.300 ragazzi iscritti.
Secondo quanto ricostruito dalle forze di polizia attraverso i canali ufficiali gli studenti non hanno abbandonato l’aula perché d’accordo con i terroristi Isis, non hanno certo plaudito davanti ai sette attentati che hanno stravolto la Ville Lumiere e l’Europa intera.
Prima di quel minuto di silenzio tra i ragazzi ci sarebbe stato un dibattito sul perché commemorare esclusivamente le vittime degli attentati di Parigi e non estendere invece quel minuto di silenzio a tutte le vittime del terrorismo nel mondo ivi comprese quelle cadute in Kenya o quelle uccise dall’attentato sul Sinai che ha polverizzato un Airbus con 234 turisti russi a bordo di ritorno da una vacanza in Egitto. I ragazzi quindi non si sono contrapposti al minuto di silenzio per Parigi, ma a un minuto di silenzio solo per Parigi.
Tra l’altro in questi giorni basta fare una carrellata su siti e social network per capire che è una posizione assunta da centinaia di cittadini italiani non musulmani.

Una posizione, condivisibile o meno, che però non ha matrice radicale. Il gruppetto, tra i sei e i nove studenti, ha quindi per protesta contro questo cordoglio a loro parere menomato lasciato l’aula durante il minuto di silenzio. Fatto anche questo certamente discutibile ma non indice di uno sprezzo da parte dei ragazzi, alcuni stranieri altri italiani, nei confronti delle vittime di Parigi. Al termine del minuto di silenzio gli studenti sono rientrati in aula e hanno affrontato il dibattito con i “colleghi” di classe. A svelare l’accaduto sarebbe stato un post di un altro

studente del Daverio che avrebbe commentato con un “che vergogna” la scelta dei compagni. Ieri mattina sia la Digos che i carabinieri del comando provinciale di Varese, dopo aver parlato con la preside, hanno eseguito dei controlli e degli accertamenti. Nessuno dei minorenni è “attenzionato” e nulla risulta a carico delle loro famiglie. Insomma nessuno sarebbe mai stati individuato quale simpatizzante di idee islamiche estremiste. Sul caso non c’è un’indagine aperta, di fatto non è stato commesso alcun tipo di reato. Anche i profili Facebook dei ragazzi non hanno rivelato pericolosi contatti con realtà estremiste.

Dall’aula, questo hanno ricostruito le forze di polizia, quei ragazzini, non tutti musulmani, sono usciti perché volevano un minuto di silenzio per tutte le vittime. I controlli, dopo la bagarre politica sollevata dalla notizia, si sono chiusi con un nulla di fatto.
Le forze di polizia presenti sul territorio, in seguito ai drammatici fatti di Parigi, hanno intensificato i controlli non solo a Malpensa o lungo i valichi, ma in tutto il territorio.
La polizia postale sta monitorando anche il mondo dei social network per individuare eventuali sostenitori di idee violente od estremiste. Sul territorio al momento non sono state individuate situazioni critiche o di allerta.