«Mai troppo anziani per donare»

Invito alla solidarietà da parte dell’ente donazione di organi: «I Comuni ci aiuteranno»

«L’età dei donatori di organi nella nostra provincia è di circa 58 anni. Il record sul territorio italiano è quello del fegato trapiantato da un signore di 91 anni. Questo per dire che si può diventare donatori a tutte le età». , coordinatrice locale e provinciale donazione organi e tessuti, ha sciolto uno dei dubbi più frequenti dei cittadini. Ovvero ritenere di essere troppo anziani per donare gli organi. Ma non è così, anzi. Magari proprio grazie alle cornee di un adulto, un giovane

può tornare a vedere. «Il numero di donatori di organi e tessuti è stazionario in provincia – continua Maretti – Ma si può, anzi si deve, fare di più». L’invito alla solidarietà è arrivato durante il workshop «Donare gli organi. Dichiarazione di volontà in comune» che si è svolto ieri in Sala Montanari. Un passo importante per preparare i Comuni, che a breve daranno al cittadino la possibilità di esprimere la volontà di dichiarare i propri organi nel momento del rinnovo della carta di identità.

I Comuni della provincia che sono già pronti a partire sono Caronno Pertusella, Bardello, Besnate, Caravate, Castellanza, Comabbio, Dumenza, Gavirate e Montegrino Valtravaglia. Questi Comuni sono già arrivati alla fase di test e, dopo un periodo di rodaggio, saranno operativi. Il Comune di Varese è ancora impegnato nella fase preliminare (passaggi burocratici e acquisto della strumentazione necessaria): la previsione è quella di iniziare a maggio, mese in cui dovrebbe essere avviata la fase di test, un passaggio obbligatorio per capire come funziona il collegamento con il centro trapianti. Nel giro di un anno, altri 60 Comuni saranno al via. Un problema di cui si è dibattuto durante il workshop è stato: «Come comunicare ai cittadini la possibilità di donare gli organi?». In alcuni Comuni italiani, infatti, pare che la proposta di aderire alla donazione degli organi sia stata accolta con insulti e scongiuri. Non a Varese, a quanto pare, ma nel resto d’Italia sì. È capitato.

«Distribuiremo materiale informativo e locandine. Scriveremo della possibilità sul sito del Comune e sulle pagine Facebook e twitter dell’ente. Organizzeremo una conferenza stampa e ogni tanto riporteremo attenzione sull’iniziativa» ha concluso , responsabile dell’anagrafe. Grazie a questo lavoro di comunicazione si eviteranno due effetti controproducenti. Il primo è legato alla risposta dei cittadini, che presi di sorpresa potrebbero dire «no grazie», oppure «no, ci devo pensare». Il secondo è legato ai tempi agli sportelli, che si allungherebbero qualora gli addetti dovessero dilungarsi in spiegazioni. Il tema della donazione degli organi, infatti, è complesso perché va a toccare anche la definizione di morte. Il cui accertamento e certificazione è regolamentata dalla legge e si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni del cervello.